Milano Cortina 2026, Italia da record. E il conto dei premi sale a quasi 5 milioni

L’Italia supera il record storico di Lillehammer 1994, con 22 medaglie in nove discipline. La domenica del 15 febbraio vale da sola 780mila euro in bonus agli atleti. Il conto totale per il Coni sfiora i 5 milioni.

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Il valore del record
Image Credits: Simone Ferraro/CONI

Ci sono numeri che parlano da soli. Ventdue medaglie, otto ori, quattro argenti, dieci bronzi. A metà dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, l’Italia ha già battuto il record storico di Lillehammer 1994 – dove gli azzurri si erano fermati a venti podi – e lo ha fatto con ancora una settimana di gare da disputare.

Come già anticipato su Sport e Finanza, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano si è impegnato a corrispondere un premio integrale a ciascun atleta che abbia contribuito alla conquista di una medaglia, e il totale in premi erogati ha ormai raggiunto i cinque milioni di euro al lordo delle tasse.

La domenica del 15 febbraio ha incarnato in modo esemplare questa Olimpiade: in meno di un’ora l’Italia ha centrato tre medaglie – due ori e un argento – che da sole valgono 780mila euro di bonus. Un’accelerazione che nemmeno il più ottimista degli osservatori avrebbe osato prevedere.

La domenica record

Tutto comincia in Val di Fiemme, a Lago di Tesero, con la staffetta maschile di sci di fondo: un bronzo che mancava da vent’anni, dai Giochi di Torino 2006. La quarta frazione di Federico Pellegrino – portabandiera azzurro e veterano a 35 anni – ha permesso il sorpasso sulla Finlandia, regalando il podio al quartetto composto da Ganz, Barp, Carollo e Pellegrino stesso.

Poi arriva Cortina, e Federica Brignone domina il gigante femminile con due manche di altissimo livello. È il suo secondo oro olimpico in questa edizione – dopo il SuperG di giovedì – e la rende l’unica italiana ad aver vinto due ori nella stessa Olimpiade invernale, un traguardo che prima di lei aveva raggiunto soltanto Alberto Tomba.

A Livigno, nel frattempo, Michela Moioli e Lorenzo Sommariva firmano l’argento nel mixed team snowboard cross con una rimonta da manuale. Infine, ad Anterselva, Lisa Vittozzi conquista il primo oro nella storia del biathlon azzurro, recuperando dalla quinta posizione con zero errori ai poligoni – venti bersagli su venti – nell’inseguimento femminile.

È la ventiduesima medaglia: record.

Ogni podio ha un costo

Il meccanismo dei premi, come già scritto su Sport e Finanza, prevede 180mila euro per l’oro, 90mila per l’argento e 60mila per il bronzo. La peculiarità di questa edizione sta però nella frequenza con cui le vittorie sono collettive: le 22 medaglie si sono già tradotte in 48 bonus monetari distinti, un moltiplicatore che gonfia rapidamente il conto totale.

Come scrive Il Sole 24 Ore, la medaglia più onerosa resta quella dello short track. La vittoria della staffetta mista – trainata da Elisa Confortola e dall’instancabile Arianna Fontana – ha generato premi per un milione e 80mila euro distribuiti tra i sei componenti della squadra.

La medaglia di bronzo del team event nel pattinaggio di figura è costata al Coni 420mila euro, mentre i due ori dello slittino di coppia ne hanno aggiunti altri 360mila.

In vetta alla classifica personale dei bonus figurano Federica Brignone e Francesca Lollobrigida: con due ori a testa, entrambe hanno incassato 360mila euro.

Dietro la Norvegia, avanti a tutti gli altri

Nel medagliere generale l’Italia occupa il secondo posto, alle spalle della Norvegia che conta appena due medaglie in più ma undici ori. La differenza, però, è nella profondità e nella varietà: gli azzurri hanno già conquistato podi in nove discipline diverse, mentre a Lillehammer – l’edizione che resisteva da trentadue anni come riferimento storico – le medaglie erano distribuite su cinque soli sport.

Trentotto atleti italiani indossano oggi una medaglia al collo, con un primato tutto femminile: sei degli otto ori portano la firma di donne. Nessun altro Paese ha finora fatto meglio tra le competizioni femminili.

Secondo un’analisi di Forbes su 92 Paesi partecipanti, sono 37 quelli che hanno previsto premi in denaro per i propri atleti. Il Coni si distingue per la scelta di non penalizzare le discipline a squadre, riconoscendo un premio pieno a ciascun membro del team indipendentemente dal numero di partecipanti.

Un patrimonio per il futuro

C’è un aspetto di questa Olimpiade che va oltre i numeri del medagliere e i bonifici del Coni. Non esiste, in questa spedizione italiana, un oro conquistato da un atleta under 30: Brignone, Lollobrigida e Fontana hanno tutte 35 anni, Moioli ne ha 30, Vittozzi 31, Pellegrino 35. È la vittoria dell’esperienza e della tenacia, di atleti che hanno saputo durare nonostante infortuni gravi, stagioni saltate, percorsi tutt’altro che lineari.

Eppure le basi per il ricambio ci sono. Giovanni Franzoni, argento in discesa, compirà 25 anni il mese prossimo. Flora Tabanelli, impegnata nel Big Air con soli 18 anni e una lesione al legamento crociato, è il simbolo di una generazione che ha ancora tutto da dimostrare.

La domanda legittima è se il futuro made in Italy saprà raccogliere l’eredità.

Con una settimana ancora da giocare, e diversi ori potenzialmente raggiungibili in altrettante discipline, il record del 1994 è già storia. Il prossimo obiettivo, sportivo ed economico, è capire fin dove può arrivare questa Italia.