Villaggio Olimpico Milano, il rebus dei 40 milioni di extracosti per il nuovo studentato

Il Villaggio olimpico di Porta Romana diventerà uno studentato da 1.700 camere, ma Coima attende ancora 40 milioni di extracosti. Camere da 592 a 864 euro: dibattito tra eredità sociale o prezzi fuori portata.

Villaggio Olimpico Milano
Analisi costi
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Il Villaggio olimpico di Porta Romana, che in questi giorni ospita oltre 1.600 atleti di 42 delegazioni, rappresenta l’opera che a Milano dovrebbe lasciare una maggiore eredità sociale, come riporta Il Sole 24 Ore. Eppure, sul futuro di questa struttura da 140 milioni di euro pesa ancora l’incognita di una convenzione da riscrivere per coprire i costi aggiuntivi.

Realizzato in 30 mesi da Coima con la direzione lavori di Cmr, il complesso verrà riconvertito tra marzo e luglio 2026 in uno studentato con 1.700 camere, destinato a soddisfare il 6% del fabbisogno abitativo studentesco milanese.

Il nodo degli extracosti

Da circa due anni Coima chiede il finanziamento di 40 milioni di extracosti a Governo, Regione e Comune. La lievitazione delle spese sarebbe dovuta ai costi energetici e delle materie prime, conseguenza dei conflitti internazionali e dell’inflazione. «La costruzione dell’opera non si è mai arrestata, nemmeno quando i costi erano molto alti, proprio per garantire il completamento per le Olimpiadi invernali», sottolinea la società di sviluppo.

Finora la richiesta non è stata accolta. Diversamente dall’Arena Santa Giulia, che ha ricevuto 21 milioni dal Governo, il Villaggio olimpico attende ancora risposte. La novità è che Palazzo Marino sembra ora disposto a riconoscere gli extracosti e ha incaricato il Politecnico di Torino di valutarne la congruità.

Uno studentato “accessibile”?

La trasformazione in residenza universitaria ha richiesto aggiustamenti sulla convenzione. Inizialmente previsti 150 posti a tariffa agevolata, grazie all’intervento di Cdp sono saliti a 450, con un canone mensile di 592 euro. Le restanti camere avranno un costo medio di 864 euro al mese, «più basso del 25% rispetto alla media milanese», evidenzia Coima.

Un prezzo che appare competitivo se confrontato con i 1.100-1.200 euro per un piccolo appartamento o i 600-700 euro per una stanza singola a Milano, considerando che nello studentato saranno inclusi tutti i servizi. Tuttavia, come osserva Il Sole 24 Ore, si tratta di cifre «lontane da quello che uno studentato pubblico dovrebbe offrire alle famiglie con redditi medi».

In assenza di massicci investimenti pubblici, la conversione del Villaggio olimpico è stata comunque accolta come un’opportunità per la città.

Un progetto sostenibile e integrato

Progettato dallo studio Som secondo criteri Esg, il complesso offrirà 42 sale studio, due palestre, campi sportivi, cucine comuni, aree verdi, sorveglianza h24 e 380 posti bici. Gli atleti che attualmente vi alloggiano stanno esprimendo soddisfazione per la qualità degli spazi.

Il villaggio-studentato si inserisce nel più ampio piano di riqualificazione dell’ex Scalo Romana, dove sorgerà un quartiere con residenze convenzionate ed edilizia pubblica. Il 50% dell’area sarà destinato a edilizia accessibile: 220 alloggi in convenzione realizzati dal Consorzio Cooperative Lavoratori e Coima, più 100 unità in edilizia popolare. «Un’innovazione importante», aveva commentato all’inaugurazione Alessandro Maggioni, presidente di Ccl, riferendosi a immobili perennemente pubblici nell’uso ma privati nella proprietà.

L’ad di Coima Manfredi Catella aveva sottolineato che si tratta di «un’opera realizzata al 100% con imprese e fornitori italiani ed è un esempio di collaborazione tra pubblico e privato». Ora la partita si gioca sulla trattativa con Regione e Comune: ottenere un finanziamento o modificare la convenzione, allungando i tempi e ampliando i servizi.

 

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