Una favola nata dalle ceneri di un fallimento. La Rana Verona scrive una pagina storica della pallavolo italiana conquistando la sua prima Del Monte Coppa Italia, battendo in finale l’Itas Trentino 3-0 (25-21, 25-22, 25-20) davanti ai 9.130 spettatori dell’Unipol Arena di Bologna, sold-out per un incasso di 187.735 euro.
Un trionfo che vale il primo titolo per un progetto imprenditoriale nato appena cinque anni fa, nel 2021, quando la precedente società Bluvolley era sull’orlo del baratro. Oggi il club vanta 120 sponsor e oltre 4.100 spettatori di media nelle partite casalinghe di Superlega, diventando la tredicesima realtà a entrare nell’albo d’oro della manifestazione e il primo club con un patron straniero, il bulgaro Dimitar Ratchev.
«È la vittoria di una squadra, di una città, di un progetto nel quale siamo entrati in corsa ma dove abbiamo provato a portare la nostra visione che alla base richiede entusiasmo», ha dichiarato il main sponsor Giovanni Rana junior, presente a Bologna.
Due 3-0 da incorniciare
La Final Four è stata perfetta: dopo aver eliminato Perugia, campione d’Europa e del mondo, Verona ha dominato anche contro la scudettata Trento in soli 163 minuti complessivi di pallavolo spettacolo.
Una prestazione che ha convinto coach Fabio Soli, vincitore della Champions League 2024 e dello scudetto 2025 proprio contro i dolomitici: «Vincere un trofeo in Italia – riporta La Gazzetta dello Sport – significa superare team di altissimo livello. In questi due giorni abbiamo sfiorato la perfezione».
Mvp della manifestazione il palleggiatore statunitense Micah Christenson, che torna a sollevare una Coppa Italia a quasi dieci anni dalla prima volta.
Il fattore entusiasmo
Quasi mille tifosi veronesi hanno invaso Bologna per sostenere la squadra capitanata dallo sloveno Mozic, in un tripudio che testimonia il radicamento territoriale del progetto. «Vincere superando Perugia e Trento, che rappresentano la storia degli ultimi anni della pallavolo italiana, è una cosa pazzesca», ha commentato il presidente Stefano Fanini.
Un successo documentato anche nella docu-serie «Mai molar» in onda su Dazn, che racconta la rinascita del club. Per Trento, invece, continua il digiuno dal 2013, nonostante la presenza costante alle Final Four dal 2010.
Il modello Verona dimostra come passione sportiva e visione imprenditoriale possano creare valore in tempi rapidi, trasformando una città in protagonista del volley che conta.