Come funziona la sponsorizzazione nel tennis professionistico?

L’era Sinner-Alcaraz ha accelerato l’ingresso di brand tradizionali e settori emergenti, trasformando i contratti di sponsorizzazione in veri e propri pilastri economici per atleti e tornei.

Nitto ATP Finals 2025
Sponsorship
Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Nitto ATP Finals 2025. Image credit: Insidefoto

Il tennis è diventato il secondo sport più redditizio dopo il calcio, con un giro d’affari che in Italia sfiora i 115 milioni di euro nel 2025. Un incremento del 21% rispetto al 2024 e addirittura del 51% sul 2023, numeri che testimoniano l’esplosione di interesse attorno a questo movimento. L’era Sinner-Alcaraz ha accelerato l’ingresso di brand tradizionali e settori emergenti, trasformando i contratti di sponsorizzazione in veri e propri pilastri economici per atleti e tornei. 

Ma come funziona la sponsorizzazione nel mondo della racchetta? Quali meccanismi regolano questi accordi milionari? 

Cos’è la sponsorizzazione sportiva e come si applica al tennis

La sponsorizzazione sportiva è un contratto bilaterale a prestazioni corrispettive che lega due soggetti: lo sponsor, generalmente un’azienda, e lo sponsee, che nel tennis può essere un singolo atleta o un intero torneo. Lo sponsor eroga un compenso monetario o in natura, mentre lo sponsorizzato si impegna a dare visibilità al marchio durante le proprie attività agonistiche. 

Nel tennis questa dinamica assume caratteristiche peculiari rispetto agli sport di squadra: l’atleta diventa il veicolo principale del messaggio pubblicitario, con un’esposizione mediatica individuale che può raggiungere milioni di spettatori in tutto il mondo. La natura globale del circuito, con tornei distribuiti in ogni continente per quasi tutto l’anno, rende questo sport particolarmente appetibile per i brand che cercano una copertura internazionale costante.

Gli elementi fondamentali di un contratto

Un contratto di sponsorizzazione nel tennis contiene diversi elementi essenziali che ne definiscono portata e valore. Il corrispettivo può essere monetario, in natura attraverso forniture di materiale tecnico, oppure calcolato in royalties sul venduto dei prodotti promossi. Le modalità di esposizione del marchio vengono dettagliate con precisione: dall’abbigliamento indossato in campo agli accessori, dalle apparizioni pubbliche alle dichiarazioni sui social media. 

La durata dell’accordo varia da contratti annuali a partnership decennali come quella tra Sinner e Nike. Le clausole di esclusiva impediscono allo sponsorizzato di legarsi a brand concorrenti, mentre i patti di non concorrenza possono estendersi anche oltre la scadenza contrattuale. Particolarmente rilevanti nel tennis sono i bonus legati ai risultati: vittorie negli Slam, ingresso in top 10, conquista del numero uno del ranking possono far scattare compensi aggiuntivi significativi.

Le tipologie di sponsorizzazione nel circuito professionistico

Il mondo del tennis professionistico presenta diverse forme di sponsorizzazione che possono coesistere e sovrapporsi. Ogni tipologia risponde a esigenze specifiche sia degli sponsor sia degli atleti, creando un ecosistema economico articolato che va ben oltre la semplice esposizione di un logo sulla maglietta. 

Comprendere queste distinzioni permette di cogliere la complessità degli accordi che regolano il circuito e le strategie che brand di settori diversi adottano per massimizzare il ritorno sull’investimento. Dalla fornitura tecnica agli endorsement milionari, passando per le partnership con i tornei, ogni forma contrattuale presenta vantaggi e vincoli specifici.

Sponsorizzazione tecnica e fornitura di attrezzature

La sponsorizzazione tecnica rappresenta la forma più diffusa nel tennis e coinvolge principalmente brand di abbigliamento e produttori di racchette. Nike, Adidas, Lacoste e Uniqlo dominano questo segmento, fornendo agli atleti tutto il materiale necessario per competere. 

Le collezioni vengono progettate e prodotte con 12-15 mesi di anticipo, e i giocatori possono al massimo selezionare tra alcune opzioni predeterminate. Solo le star assolute del circuito collaborano attivamente al processo creativo: Nadal, Serena Williams e Naomi Osaka hanno linee personalizzate Nike con loghi dedicati, frutto di un lavoro congiunto tra atleta e team di design.

Sponsorizzazione di singoli atleti

Gli accordi individuali con i tennisti vanno oltre la semplice fornitura tecnica e comprendono la cessione dei diritti d’immagine, elemento cruciale senza il quale lo sponsor non potrebbe utilizzare foto e video dell’atleta per campagne promozionali. 

Le prestazioni accessorie includono apparizioni pubbliche, partecipazione a eventi aziendali e dichiarazioni di soddisfazione verso i prodotti. Quando l’atleta raggiunge lo status di celebrità, si parla di endorsement: un contratto che trasforma il tennista in vero e proprio testimonial, capace di orientare gusti e tendenze del pubblico. 

Il valore commerciale di un giocatore dipende da molteplici fattori: ranking, nazionalità, appeal su mercati specifici, seguito sui social media e personalità mediatica. Un tennista carismatico con 500.000 follower può valere più di uno tecnicamente superiore ma meno esposto.

Sponsorizzazione di tornei ed eventi

Accanto agli accordi individuali, il tennis offre ampie opportunità di sponsorizzazione per tornei ed eventi. I naming rights permettono di associare il nome dello sponsor al torneo stesso, come accaduto per anni con la Tim Cup nel calcio. Le partnership ufficiali garantiscono visibilità attraverso cartellonistica a bordo campo, logo sulle reti e presenza nei materiali di comunicazione. 

Negli ultimi anni l’ATP ha regolamentato e ampliato le possibilità per i tornei Challenger, 250 e 500, aprendo nuovi spazi commerciali. In America e Nord Europa diversi operatori hanno già dato il proprio nome a eventi del circuito, come il torneo di Halle. 

Questa evoluzione ha attirato l’interesse di settori non tradizionali, pronti a investire per raggiungere il pubblico globale che segue il tennis.

Betting e casinò: come il settore gambling investe nel tennis

Anche il settore gambling ha individuato nel tennis un canale privilegiato per raggiungere un pubblico internazionale con elevata propensione al gioco. La copertura mediatica costante e i tornei distribuiti lungo tutto l’anno hanno reso questo segmento particolarmente interessante. Tra i metodi di pagamento più diffusi nei casinò online che sponsorizzano eventi sportivi spicca Mastercard, apprezzata per velocità, sicurezza e ampia accettazione. Non sorprende quindi che cresca anche l’interesse verso i casino Mastercard, analizzati da Miglioricasinoonline per confrontarne caratteristiche operative e modalità di utilizzo.

Questo crescente interesse si è tradotto in partnership concrete. Nel 2025 la società 1xBet è diventata Official Betting Partner dell’ATP Challenger Tour, sponsorizzando 36 tornei tra Europa, Asia e Americhe, inclusi eventi in Italia. Betway ha legato il proprio nome al Nordea Open in Svezia tra il 2021 e il 2023, mentre nel 2023 ha ingaggiato Andy Roddick come global tennis ambassador, affidandogli rubriche editoriali e analisi sui grandi tornei.

I numeri del business in Italia

Il boom delle sponsorizzazioni nel tennis italiano ha raggiunto dimensioni senza precedenti. Nel 2024 i soli Internazionali di Roma e ATP Finals di Torino hanno portato 47 milioni di euro nelle casse della Federazione Italiana Tennis. Le proiezioni per il 2025 indicano un fatturato complessivo di 115 milioni, con una crescita che ha pochi paragoni in altri sport. 

A trainare questa impennata è stata l’esplosione dei talenti azzurri, capaci di conquistare risultati storici e generare un’esposizione mediatica globale. Il gruppo composto da Sinner, Musetti, Paolini e Berrettini dovrebbe incassare circa 52 milioni di euro nel 2025 solo dagli sponsor, con un incremento del 30% rispetto all’anno precedente.

Tra tutti, Jannik Sinner rappresenta il caso più eclatante di come risultati sportivi e appeal mediatico possano tradursi in contratti milionari. Oltre all’accordo decennale con Nike che vale un totale di 150 milioni, collocandolo tra i tennisti più pagati al mondo dalla sponsorizzazione tecnica, ha costruito un portfolio di partner che spazia ben oltre l’abbigliamento sportivo: Lavazza, De Cecco, La Roche-Posay, Enervit, Fastweb e Gucci nell’ambito fashion. 

Come nasce un accordo di sponsorizzazione

Il percorso che porta un tennista dalle prime offerte ai contratti milionari segue dinamiche precise. Le aziende di settore, in particolare produttori di racchette, scarpe e abbigliamento, sono le prime a muoversi quando un giovane inizia a farsi notare nel circuito juniores o nei tornei Futures. A questo livello gli accordi prevedono principalmente forniture di materiale con compensi monetari limitati. La svolta arriva con l’ingresso nei top 100 ATP, soglia oltre la quale le offerte diventano economicamente significative. Per il circuito femminile questa soglia si abbassa alle prime 30 del ranking WTA

Esempi emblematici di sponsorizzazioni nel tennis

L’idea che i tennisti abbiano un legame “sentimentale” con i loro sponsor si scontra spesso con la realtà dei numeri. Il caso più eclatante è quello di Roger Federer, che ha lasciato Nike dopo 24 anni di collaborazione, iniziata quando aveva appena 13 anni. Il passaggio a Uniqlo nel 2018 fece discutere, soprattutto quando emersero i dettagli economici: da 10 milioni annui con Nike a 30 milioni con la casa giapponese, in un accordo decennale che garantiva compensi anche dopo il ritiro. Proprio questo aspetto economico ha pesato nella decisione finale. La separazione ha incluso anche una battaglia legale per il marchio “RF”, ideato dalla moglie Mirka e registrato da Nike, tornato a Federer solo dopo due anni.

Rafael Nadal rappresenta invece l’eccezione: una fedeltà ventennale a Nike, con un contratto da 10 milioni di euro a stagione comprensivo della sua Academy. Una scelta che ha rafforzato la sua immagine di coerenza e attaccamento ai valori, probabilmente a scapito di qualche milione in più che avrebbe potuto guadagnare altrove.

Novak Djokovic ha seguito un percorso più movimentato: dopo cinque anni con Uniqlo durante il suo periodo d’oro (2012-2017), è passato a Lacoste con un contratto da quasi 10 milioni annui fino al 2025.

Quando i numeri parlano, anche i legami più iconici possono trasformarsi in separazioni consensuali. La vera fedeltà, spesso, è quella verso il proprio conto in banca.