Rapporto Sport 2025: il settore cresce e coinvolge 38 milioni di italiani

Il Rapporto Sport 2025 fotografa un comparto in piena espansione che pesa l’1,5% del PIL nazionale. Sedentarietà ai minimi storici. Ma oltre il 40% degli impianti necessita di riqualificazione.

Rapporto Sport 2025
Ics e Sport e Salute
Image Credits: Sport e Salute

Il settore sportivo italiano si conferma un pilastro dell’economia nazionale, generando un valore aggiunto di 32 miliardi di euro, pari all’1,5% del prodotto interno lordo. È quanto emerge dal Rapporto Sport 2025, presentato al Foro Italico e curato dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale insieme a Sport e Salute.

I numeri testimoniano un comparto in piena espansione: 421mila occupati e una domanda crescente trainata dai servizi e da una filiera sempre più internazionale. L’export di beni sportivi ha raggiunto i 4,7 miliardi di euro, con Stati Uniti, Francia e Germania come mercati di riferimento.

«Il Rapporto Sport 2025 conferma l’importanza di disporre di un quadro informativo aggiornato e sistematico, – spiega il Presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Beniamino Quintieri. – In questo percorso, la collaborazione istituzionale tra soggetti pubblici e operatori del sistema sportivo rappresenta un elemento essenziale per costruire politiche basate su evidenze e obiettivi condivisi».

Due italiani su tre attivi

Il rapporto rileva come siano cambiate le abitudini degli italiani: 38 milioni di persone praticano regolarmente sport o attività fisica, due su tre. Rispetto al 2023, un milione di connazionali ha abbandonato la sedentarietà, portando il dato degli inattivi al minimo storico del 33,2%.

Cresce soprattutto chi pratica sport in modo continuativo: il 28,6% della popolazione, pari a 16,4 milioni di persone, con incrementi significativi tra bambini e over 65. Sono 12,3 milioni gli italiani tesserati presso uno dei 107.804 enti sportivi dilettantistici.

«Il milione di italiani che ha abbandonato il divano evidenzia una realtà che sta cambiando in profondità, – ha sottolineato Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute. – Lo sport è sempre più percepito come investimento personale e collettivo sul benessere».

Infrastrutture datate

A fronte di questa domanda crescente, l’offerta conta oltre 78mila impianti e 114mila spazi sportivi secondo il Censimento Nazionale dell’Impiantistica Sportiva. Il 70% è di proprietà pubblica, con i comuni in prima linea. Tuttavia, oltre il 40% degli impianti risale agli anni settanta e ottanta, richiedendo urgenti interventi di riqualificazione.

Il rapporto evidenzia anche il valore sociale degli investimenti: i progetti infrastrutturali finanziati dall’ICSC registrano un ritorno sociale superiore a 4,8, mentre quelli sui progetti sociali e su alcune aree arrivano a 8,42. Ogni euro investito si trasforma in più di otto euro di benefici per la comunità, confermando lo sport come leva di coesione e inclusione.

«Lo sport non è più un settore accessorio, ma parte integrante dell’impegno di governo per migliorare la qualità della vita. Quanto è emerso oggi conferma che siamo sulla buona strada, – ha dichiarato il ministro Andrea Abodi. – Il “modello Italia” dello sport cresce e si trasforma modulandosi in una dimensione di innovazione e rigenerazione che anno dopo anno raggiunge un traguardo che è al contempo una nuova linea di partenza proiettata a nuovi progetti».

Novità dell’edizione 2025 sono le Schede Regionali, strumento pensato per guidare le politiche pubbliche e orientare gli investimenti sul territorio in modo più efficace.