Gli azzurri protagonisti a Melbourne. Jannik Sinner e Lorenzo Musetti sono entrambi ai quarti di finale dell’Australian Open. L’altoatesino ha vinto il derby azzurro contro Luciano Darderi con il punteggio di 6-1, 6-3, 7-6.
Il nativo di Carrara ha superato l’americano Taylor Fritz 6-2, 7-5, 6-4, dominando il match con una prestazione di grande lucidità tecnica e mentale.È la quinta volta consecutiva che due italiani raggiungono insieme i quarti di finale in uno Slam.
Sinner sempre più di casa a Melbourne
In tre occasioni, i protagonisti sono stati proprio Sinner e Musetti: due percorsi diversi, due identità tecniche lontane, unite però dalla stessa spinta a crescere e a spostare sempre più avanti il limite.
Sinner continua a muoversi sul cemento australiano con l’autorità di chi ha fatto di Melbourne un terreno familiare. Contro Darderi impone da subito il proprio ritmo, spegne l’inerzia dell’incontro e governa il match anche quando, nel terzo set, l’italo-argentino prova a cambiare spartito.
Per il numero due del mondo è il 14esimo quarto di finale Slam in carriera, il quarto all’Australian Open. Ma soprattutto è la 18esima vittoria consecutiva a Melbourne: una striscia che lo colloca al quinto posto all-time nell’era Open, alla pari con Jim Courier.
I quarti con Shelton
I numeri certificano il momento storico di Sinner: diventa il terzo giocatore più giovane dell’era Open a raggiungere i quarti di finale in nove Slam consecutivi, dietro soltanto a Pete Sampras e Novak Djokovic.
Il derby, però, racconta anche il torneo di crescita di Darderi, per la prima volta agli ottavi di uno Slam. Dopo due set a senso unico, il classe 2002 cambia atteggiamento, accetta il rischio e resta agganciato alla partita:
Ora ad attendere l’altoatesino c’è Ben Shelton, che ha eliminato Casper Ruud in quattro set. I precedenti dicono 8-1 per l’azzurro, con otto successi consecutivi, compresa la semifinale dello scorso anno proprio a Melbourne, vinta 7-6, 6-2, 6-2.
La consacrazione di Musetti
Se la continuità di Sinner è ormai una certezza, quella di Musetti è la fotografia di una maturità finalmente compiuta. Contro Fritz, il carrarino firma una delle sue prestazioni più complete.
Il toscano si colloca tra i migliori otto dopo una gara solida che gli vale il primo quarto di finale in carriera all’Australian Open e la conferma di un salto di qualità ormai evidente, specie sul servizio.
Musetti diventa così il terzo giocatore nato dopo il 2000, dopo Sinner e Carlos Alcaraz, a raggiungere almeno i quarti di finale in tutti e quattro gli Slam. Contro Fritz concede appena due palle break, piazza 13 ace, vince il 69% dei punti con la prima e gestisce i momenti chiave con coraggio e lucidità.
Lo scoglio Djokovic
A colpire, però, è soprattutto la crescita mentale: «Nei momenti difficili sono rimasto calmo – sottolinea –. Sapevo che dovevo continuare a mischiare le carte, senza dare riferimenti: mi sento più maturo nella lettura del match, so quando accelerare e quando aspettare».
Il game finale, chiuso con una sequenza di drop shot, è la firma di un giocatore che oggi riesce a controllare il proprio talento, ma lo controlla. Ora il livello si alza ancora: ai quarti c’è Novak Djokovic, che ha beneficiato del ritiro di Mensik.
I precedenti dicono dieci sfide e una sola vittoria per Musetti, che però guarda avanti senza zavorre: «So che sarà durissima, ma credo di essere un giocatore diverso: voglio giocarmela, senza pensare ai precedenti».