NBA Europe, al via il confronto con gli investitori: in lizza anche Oaktree e RedBird

La lega apre a fondi e investitori istituzionali, apprestandosi a condividere per la prima volta le proiezioni finanziarie della futura competizione continentale che dovrebbe partire nel 2027.

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Image credits: Ufficio Stampa AC Milan

L’NBA va a passo spedito sul dossier europeo. La lega statunitense è pronta a fare un nuovo passo nel suo progetto di espansione internazionale condividendo le proiezioni finanziarie legate alla futura competizione di basket continentale.

L’organizzazione guidata da Adam Silver metterà la documentazione a disposizione di fondi di private equity e di alcuni dei principali club sportivi offrendo così una visione dettagliata del piano economico dell’operazione.

Il coinvolgimento dei fondi che controllano Inter e Milan

Secondo quanto riporta il Financial Times, tra i soggetti a cui verranno trasmesse le carte sono presenti Oaktree Capital e RedBird Partners, fondi di investimento proprietari rispettivamente di Inter e Milan.

La città di Milano è centrale nei piani della nuova lega, e rispetto ad altre metropoli vanta un sovraffollamento di potenziali protagonisti, con l’Olimpia che risulta essere della partita potendo contare su una figura come Ettore Messina che gode di buoni uffici oltreoceano.

L’Inter sembra in posizione defilata rispetto ai rivali rossoneri dopo che questi ultimi hanno preso parte al meeting londinese dove Adam Silver ha illustrato il progetto e il patron del club di via Aldo Rossi Gerry Cardinale insieme a Zlatan Ibrahimovic è salito sul palco intervenendo di fronte alla platea.

Nonostante l’assenza di rappresentanti del club nerazzurro, arriva la conferma che Oaktree sta monitorando l’operazione a fari spenti rispetto a RedBird, che sembra avanti nei dialoghi con le controparti statunitensi.

Le manifestazioni d’interesse ricevute

Inizialmente, l’NBA avrebbe ricevuto oltre 300 manifestazioni di interesse. Da questa platea, il numero dei potenziali partner finanziari è stato progressivamente ridotto a poche decine.

Oltre ai due fondi legati a doppio filo a Milano, anche realtà quali Blackstone, CVC Capital Partners e General Atlantic, oltre a BlackRock e BC Partners, potranno accedere a una data room dedicata. 

Le società avranno dunque modo di analizzare in dettaglio le condizioni, valutando un possibile investimento nelle 12 franchigie che prenderanno parte come membri fondatori alla nuova competizione.

Le restrizioni sugli investitori negli USA

Negli Stati Uniti, i regolamenti delle principali leghe sportive – NBA inclusa – impediscono ai fondi di private equity e agli investitori istituzionali di detenere il controllo diretto delle squadre. Nello scenario europeo questa restrizione viene a cadere.

Il commissioner NBA Adam Silver ha chiarito l’apertura a modelli di governance più flessibili, in linea con le consuetudini del continente europeo, dove fondi sovrani e investitori finanziari già controllano club sportivi.

«Siamo aperti a tipologie di investitori che, come investitori principali, oggi non sono ammesse nella NBA e negli Stati Uniti – ha dichiarato Silver -. Avendo l’opportunità di costruire una lega da zero, stiamo riesaminando tutto con uno sguardo nuovo e realistico. Sappiamo che esistono norme e tradizioni diverse nelle varie parti del mondo per quanto riguarda la proprietà delle squadre sportive».

I club europei consultati

Le offerte non vincolanti per le franchigie dovranno essere presentate entro la fine di marzo. Le valutazioni preliminari indicano che ogni franchigia potrebbe avere un valore compreso tra i 500 milioni e 1 miliardo di dollari.

Parallelamente al dialogo con gli investitori finanziari, l’NBA condividerà i dettagli del progetto anche con alcuni dei più importanti club calcistici europei, nell’ottica di valorizzare il modello di polisportiva. 

Tra questi figurano Real Madrid, FC Barcelona, Bayern Monaco, Fenerbahçe e Panathinaikos, società che condividono una presenza nel basket già consolidata ad alto livello.

La minaccia esistenziale per l’Eurolega

Secondo Silver, il coinvolgimento dei grandi club potrebbe contribuire a trasferire nel basket quell’intensità emotiva e quel senso di appartenenza che caratterizzano da sempre il tifo sportivo europeo.

Ai dirigenti dei club verranno illustrati aspetti chiave come la struttura di governance della lega e le previsioni sui ricavi. Il progetto NBA rappresenta una potenziale svolta per il basket europeo e si configura come una minaccia diretta per l’Eurolega. 

Il Barcellona, pur avendo recentemente rinnovato la propria licenza come membro di Eurolega, ha ribadito che il club cercherà sempre di competere “nelle migliori competizioni disponibili”.

Le attività di promozione del progetto

Oltre ai club legati al calcio, anche alcune realtà storiche del basket continentale spiccano tra i candidati a entrare nella nuova lega. Tra queste figura l’ASVEL Villeurbanne, società francese di proprietà dell’ex stella NBA Tony Parker, oltre alla già citata Olimpia Milano.

Negli ultimi giorni, la NBA ha intensificato le attività di promozione del progetto europeo, incontrando potenziali investitori, broadcaster e sponsor, anche in concomitanza con le partite disputate a Londra e Berlino.

Alla base dell’iniziativa c’è la convinzione che il basket stia vivendo una crescita significativa al di fuori degli Stati Uniti, sia in termini di popolarità sia di talento. Un dato su tutti rafforza questa tesi: negli ultimi sette anni, il premio di Most Valuable Player della NBA è stato assegnato a un giocatore europeo in cinque occasioni.

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