Roma vuole farsi trovare pronta. Mentre proseguono le manovre per avere una squadra capitolina nel massimo campionato che si faccia trovare pronta per lo sbarco in europa dell’NBA, ci sono importanti progressi sul fronte infrastrutturale.
È questo il messaggio emerso dal Consiglio Federale della FIP andato in scena ieri al Salone d’Onore del CONI, dove Sport e Salute ha aggiornato i vertici della pallacanestro italiana sul futuro del Foro Italico.
Un’arena multifunzionale
Marco Mezzaroma e Diego Nepi Molineris, presidente e ad della società che gestisce l’impianto, hanno confermato che i lavori di copertura dello Stadio Centrale del Tennis scatteranno subito dopo la conclusione degli Internazionali del 2026.
Un passaggio chiave, perché segna l’inizio della trasformazione del Centrale in una vera arena multifunzionale, destinata a diventare anche la nuova casa del basket romano di prima fascia.
Il cronoprogramma prevede un’accelerazione rispetto alle ipotesi iniziali: la copertura retrattile e il rinnovamento strutturale dell’impianto dovrebbero essere completati entro l’estate 2027.
Una tempistica non casuale, che si incrocia con il progetto NBA Europe, la nuova competizione continentale che la lega statunitense – in sinergia con FIBA – punta a lanciare nell’ottobre dello stesso anno.
I dettagli dei lavori di ristrutturazione
Nella configurazione basket, il nuovo Centrale potrà ospitare fino a 13.500 spettatori, un aumento rispetto ai 12.700 posti previsti in origine e numeri ormai allineati agli standard richiesti dal mondo NBA.
Ma la portata dell’intervento va ben oltre la capienza. L’obiettivo dichiarato è consegnare a Roma un’arena moderna e permanente, inserita in un distretto sportivo di oltre 20 ettari: fan village, spazi logistici, aree commerciali, hospitality di alto livello, lounge, uffici e vetrate panoramiche.
In questo contesto si inserisce anche un altro tassello strategico: nei prossimi mesi la Rai lascerà l’Auditorium a ridosso dello Stadio Olimpico, che tornerà nella piena disponibilità di Sport e Salute, ampliando ulteriormente il perimetro del Foro.
Il Centrale non sarà più legato solo agli Internazionali o ai grandi eventi spot, ma vivrà dodici mesi l’anno tra sport, concerti e spettacoli. L’investimento complessivo stimato è di circa 60 milioni di euro, con l’amministrazione capitolina che continua a seguire da vicino l’evoluzione del dossier.
Il progetto NBA Europe
Già ad aprile scorso il presidente FIP Gianni Petrucci aveva indicato il Centrale come soluzione ideale, dopo la visita a Roma del segretario generale FIBA Andreas Zagklis. E proprio Zagklis, nelle ultime settimane, ha ribadito la volontà di sfruttare il traino dei Mondiali 2027 di Doha per dare forma definitiva a NBA Europe.
Nel frattempo la lega statunitense ha iniziato a muoversi sul fronte investitori, presentandosi ufficialmente a Londra con un evento dedicato, a margine delle partite di regular season disputate tra Berlino e la capitale britannica.
Il progetto prevede 16 squadre, 12 con licenza permanente e quattro a rotazione. Roma e Milano sono le due città italiane considerate strategiche, ma la partita è ancora aperta: gli investitori guardano prima di tutto ai mercati potenziali.
I soggetti coinvolti nel dossier capitolino
Sul piano societario, infatti, una franchigia pronta oggi non esiste: i Friedkin hanno smentito un coinvolgimento, mentre realtà come Luiss e Virtus Roma non hanno dimensioni economiche compatibili con un progetto di questo livello.
Il quadro del basket romano resta in movimento: restano sullo sfondo soggetti esterni, con figure come Ettore Messina e Zoran Savić che potrebbero diventare riferimenti tecnici e dirigenziali.
Il titolo sportivo, in ogni caso, non sarebbe un ostacolo: da Trieste è già arrivata la disponibilità a un eventuale trasferimento verso la Capitale, in base a quanto appreso da La Repubblica ed. Roma.
Dopo la radiazione di Trapani, la retrocessione in Serie A2 dovrebbe riguardare una sola squadra, anche se sta circolando l’ipotesi di un blocco delle retrocessioni, riporta l’edizione milanese de Il Corriere della Sera.
Questa soluzione vedrebbe l’allargamento del campionato a 18 club, consentendo alla FIP di ammettere un club romano in Serie A. In ogni caso, a Città Eterna deve farsi trovare pronta: il sogno passa dal Foro Italico.