NBA Europe prende forma: presentati a Londra i lineamenti del progetto

Il summit londinese ha riunito il meglio del basket europeo, grandi brand e capitali internazionali per svelare i dettagli della nuova competizione.

NBA Europe Londra
stakeholder a rapporto
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Il progetto NBA Europe entra nella sua fase più concreta. Lunedì, in un hotel di lusso nel centro di Londra, a pochi passi dal Tamigi, NBA e FIBA hanno riunito circa 250 tra dirigenti sportivi, investitori, brand globali e rappresentanti dei principali club europe.

L’incontro, guidato dal commissioner Adam Silver, insieme al suo vice Mark Tatum e al managing director NBA per Europa e Medio Oriente George Aivazoglou. ha presentato per la prima volta in modo organico, la visione della nuova lega continentale.

La geografia della lega

Secondo i piani illustrati a Londra, NBA Europe dovrebbe partire nell’ottobre 2027, con una struttura mista che vede 12 squadre permanenti oltre a 4 posti aggiuntivi annuali assegnati tramite qualificazioni sportive.

Le sedi individuate sarebbero distribuite in sette nazioni, con protagoniste le città di Atene, Manchester, Lione, Barcellona, Londra, Parigi, Roma, Milano, Monaco di Baviera, Berlino, Istanbul e Madrid.

Uno dei posti sarebbe riservato alla vincitrice della Basketball Champions League FIBA, mentre gli altri tre arriverebbero da un torneo di qualificazione aperto ai migliori club dei campionati nazionali. Le qualificazioni si svolgerebbero già nel giugno 2027.

Le regole definitive e la governance non sono ancora state stabilite, così come la struttura dirigenziale della lega: non è chiaro se ci sarà un commissioner unico o un modello più collegiale.

I club che hanno preso parte al meeting

La lista dei club presenti è stata uno degli aspetti più indicativi dell’incontro. In sala c’erano rappresentanti di Olimpia Milano (con Ettore Messina e Christos Stavropoulos), Panathinaikos, FC Barcelona – che rimane della partita nonostante il rinnovo con Eurolega – e Real Madrid, sempre piu centrale nel nuovo corso.

Presenti inoltre esponenti dell’ASVEL, che con il proprietario Tony Parker vanta un legame privilegiato con la lega statunitense, Bayern Munich e Alba Berlino, club uscito dall’Eurolega lo scorso anno per rientrare sotto l’egida FIBA in BCL.

L’NBA ha inoltre incontrato separatamente Fenerbahce, squadra che deve ancora sciogliere il nodo del rinnovo della licenza con Eurolega, la settimana precedente a Berlino, nonostante il club di Kadikoy sia alle prese con vicende interne.

Non solo basket: erano presenti anche grandi marchi del calcio europeo come Manchester City e AC Milan, a dimostrazione dell’interesse a investire in nuove franchigie cittadine o a rafforzare club già esistenti.

Il mondo della finanza protagonista

Accanto ai club, forte la presenza del mondo finanziario. Presenti in prima linea J.P. Morgan e Raine Group, le due banche di investimento che affiancano l’NBA nella fase di consulenza strategica.

Tra i fondi e le istituzioni rappresentate: RedBird Capital, KKR, Lazard, Rothschild, Sixth Street, Blackstone, Arctos, BC Partners, Qatar Sports Investments e il Public Investment Fund dell’Arabia Saudita.

Secondo le linee guida illustrate, gruppi con una partecipazione fino al 5% in una franchigia NBA potranno detenere anche una squadra in NBA Europe. Sono già iniziati i primi ragionamenti sulle entry fee, che dovrebbero variare in base alla dimensione del mercato cittadino.

Sul fronte commerciale e media, sono intervenuti dirigenti di Nike, potenziale main sponsor della lega, e Amazon Prime Video, indicata come uno dei possibili partner per i diritti televisivi, in aggiunta all’attuale accordo globale con l’NBA.

I volti del progetto

«Penso che avrà un successo incredibile, se possiamo prendere quello che abbiamo imparato negli Usa e quello che abbiamo imparato qui – ha dichiarato Gerry Cardinale, fondatore di RedBird Capital e proprietario dell’AC Milan:-. Se lo facciamo nel modo giusto, questa sarà una delle migliori cose che possano accadere nello sport»

Sul palco anche Zlatan Ibrahimović, oggi senior advisor di RedBird, e Tony Parker, proprietario principale dell’ASVEL, a sottolineare il legame tra basket europeo, NBA e grandi brand sportivi.

Tra i presenti anche Pau Gasol, Hall of Famer NBA ed ex colonna della nazionale spagnola, indicato da diverse fonti come possibile figura di primo piano nel progetto europeo.L’NBA non ha confermato ufficialmente il suo ruolo, ma l’idea di affidargli una funzione rappresentativa o strategica è sul tavolo.

I prossimi passaggi

L’incontro di Londra ha chiuso una settimana di appuntamenti tra Berlino e la capitale britannica, segnata dalle partite NBA di regular season in Europa che hanno portato nel Vecchio Continente gli stakeholder della lega statunitense. 

Il prossimo snodo sarà politico e strategico: nei prossimi mesi il progetto dovrà arrivare al Board of Governors, l’assemblea dei proprietari NBA nordamericani, che dovrà concedere l’approvazione definitiva.

Il via libera non è ancora formale, ma il segnale emerso da Londra è chiaro: l’interesse è trasversale, il capitale c’è e la volontà di NBA e FIBA di portare avanti quella che si preannuncia come la più grande trasformazione del basket europeo non è mai stata così forte.

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