Milano Cortina 2026, Saldini: «L'Italia è pronta ad accogliere i Giochi invernali più belli»

A due settimane dai Giochi, il commissario di Simico, Fabio Saldini, conferma: impianti pronti, infrastrutture completate. L’impatto economico previsto è di 5,3 miliardi di euro.

Bob Cortina CIO
Investimenti infrastrutture Giochi
Credit image: Milano Cortina 2026

Mancano poco più di due settimane all’apertura di Milano Cortina 2026 e l’Italia si prepara ad accogliere il mondo. Fabio Saldini, dal febbraio 2024 commissario e amministratore delegato di Simico, l’ente pubblico incaricato di realizzare le opere olimpiche, assicura: gli impianti sportivi sono pronti e il Paese non deluderà le aspettative.

Saldini ha ereditato una situazione complessa, con ritardi accumulati. Per recuperare terreno, ha applicato quello che definisce un “Modello Olimpiadi”.

«Tenendo ferme qualità e sostenibilità del lavoro, – spiega il commissario a Libero – l’approccio è stato quello di utilizzare i poteri commissariali e semplificare il più possibile le procedure, allo stesso tempo sono stati rispettati gli iter burocratici standard e quelli del Pnrr. Questo ha comportato una continua sinergia con il Governo e le istituzioni nazionali e locali per ridurre i rallentamenti e ottenere il massimo delle risorse disponibili».

Impianti e viabilità: cosa è pronto, orgoglio pista di bob

Sul fronte degli impianti sportivi, il commissario è categorico: «Posso rassicurare tutti: gli impianti sportivi sono pronti e saranno all’altezza delle aspettative».

Tra le infrastrutture viabilistiche completate figurano la rotatoria di Bormio in Valtellina e la Variante Lotto 0 di Cortina. Altre opere, attese dai territori da decenni, verranno completate dopo i Giochi per non interferire con i flussi di traffico durante l’evento.

Particolare orgoglio Saldini lo riserva alla pista di bob, skeleton e slittino di Cortina, che aveva molti detrattori favorevoli al trasferimento delle gare all’estero. Realizzata in tempi record, 305 giorni, con 135 persone operative provenienti da tutto il mondo, l’impianto è stato definito da molti addetti ai lavori «la più bella del mondo». Le federazioni internazionali hanno già richiesto disponibilità per gare e allenamenti fino al 2030.

Si tratta della prima pista refrigerata a glicole, quindi sostenibile, capace di autoprodurre riscaldamento riciclando il calore dei frigoriferi. Un esempio di come, secondo Saldini, un Paese possa «puntare ad attrarre il mondo a sé» grazie a infrastrutture all’avanguardia.

L’impatto economico: 5,3 miliardi di euro

Dal punto di vista finanziario, l’evento olimpico rappresenta un’opportunità concreta per il tessuto imprenditoriale italiano. L’impatto previsto è di 5,3 miliardi di euro, con oltre 3,4 miliardi di investimenti destinati a rimanere sui territori. Le commesse hanno coinvolto numerose imprese italiane, concentrate principalmente in Lombardia e Veneto, con particolare beneficio per le piccole e medie aziende.

«Le Olimpiadi sono un’opportunità enorme, non solo in termini di visibilità, ma anche di sviluppo economico, – ha dichiarato Saldini a Libero. – Stiamo vedendo un indotto molto positivo e soprattutto un “saper fare” che è la vera eredità di questa esperienza. Le imprese che hanno collaborato, infatti, si sono messe in gioco, spesso trovando soluzioni che solo una situazione straordinaria come quella delle Olimpiadi ha saputo stimolare».

Tra i progetti più attesi figura la variante di Longarone, il cui bando uscirà a breve. Si tratta di un’opera attesa da oltre 40 anni in Veneto, progettata in condivisione con la comunità per preservare l’identità e il ricordo del Vajont. Anche gli interventi in Valtellina, secondo il commissario, non sarebbero mai stati progettati senza i finanziamenti olimpici.

Sicurezza e gestione dei costi

Sul fronte della sicurezza, Saldini rivendica un risultato importante: nei mesi di attività non si sono verificati infortuni nei cantieri Simico. La gestione dell’aumento dei costi delle materie prime, schizzati a causa del contesto geopolitico difficile, è stata affrontata con pianificazione accurata e monitoraggio costante, garantendo il rispetto dei tempi e della qualità «senza gravare sulle tasche dei contribuenti».

Per Saldini, l’obiettivo è raggiunto: «L’Italia è pronta ad accogliere i Giochi invernali più belli della storia».