Un inno alla vita: le Paralimpiadi accendono Verona e Cortina

Presentate a Venezia le cerimonie di apertura e chiusura: appuntamento il 6 marzo all’Arena e il 15 marzo nel cuore delle Dolomiti. Al centro atleti, inclusione e un nuovo sguardo sulla disabilità.

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si alza il sipario
Arena di Verona (Image credits: Depositphotos)

Movimento, inclusione, abilità. Sono queste le parole chiave che guideranno le cerimonie di apertura e chiusura delle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, presentate ieri a Venezia, a cinquanta giorni dall’inizio dei Giochi. 

Due appuntamenti simbolici e fortemente identitari, pensati per lanciare un messaggio chiaro e universale: cambiare lo sguardo del mondo sulla disabilità attraverso lo sport, l’arte e il racconto.

La presentazione si è svolta a Palazzo Balbi, sede della giunta regionale del Veneto, territorio che ospiterà gran parte del programma paralimpico insieme al Trentino, mentre a Milano resterà il torneo di Ice Para Hockey.

Verona: Life in Motion

Sarà l’Arena di Verona, venerdì 6 marzo, a ospitare la Cerimonia di Apertura delle Paralimpiadi, per la prima volta in un sito patrimonio mondiale dell’Unesco. Non una scelta casuale, ma il riflesso di una visione che mette al centro il dialogo tra territori, comunità e atleti.

Il titolo scelto è “Life in Motion”, uno slogan che vuole essere molto più di un claim. Come spiegano i creatori delle cerimonie, è «un approccio che riscrive il modo di concepire la disabilità attraverso il raggiungimento di una armonia nuova tra persone e ambiente».

Un’idea che trova piena espressione nel concept artistico dell’evento, affidato a Filmmaster, e nelle parole del suo direttore artistico Alfredo Accatino: il racconto ruoterà attorno al movimento e allo spazio, «che è il vero elemento che spesso determina la nostra abilità o disabilità». 

I protagonisti della cerimonia di apertura

Senza svelare i dettagli dello spettacolo, gli organizzatori hanno ribadito che al centro ci saranno gli atleti, «che sono l’anima dei Giochi». A salutare l’evento, il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha sottolineato il valore simbolico e culturale delle Paralimpiadi: 

«Siamo onorati di ospitare questo evento, che ci attendiamo aiuti a cambiare l’approccio con il mondo della disabilità. I Giochi saranno ancor di più un momento di inclusione e valorizzazione dell’impegno, del coraggio, della tenacia, del confronto leale dei nostri atleti».

Un messaggio che richiama la continuità con il percorso avviato negli anni precedenti, come ricordato anche da Luca Zaia, coinvolto nella fase di candidatura di Milano Cortina 2026 e promotore della scelta dell’Arena di Verona come luogo simbolo per le cerimonie olimpiche e paralimpiche. Un segno evidente dell’unità tra i due eventi.

Tra le prime anticipazioni artistiche, la presenza a Verona del batterista dei Police Stewart Copeland e del trio italiano Meduza, simbolo della musica elettronica italiana in tutto il mondo.

Cortina: il valore della memoria

La Cerimonia di Chiusura dei Giochi Paralimpici, in programma domenica 15 marzo al Cortina Curling Olympic Stadium, avrà invece il compito di raccogliere e restituire al mondo il senso profondo dell’esperienza vissuta. 

Il tema creativo scelto è “Italian souvenir”: un racconto fatto di ricordi, emozioni e memoria condivisa, capace di unire sport, territorio e comunità, nel momento in cui la bandiera paralimpica passerà simbolicamente alle Alpi francesi in vista dell’edizione 2030.

«Le Cerimonie Paralimpiche rappresentano uno dei momenti più alti e significativi dei Giochi», ha spiegato Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, sottolineando come per il mondo paralimpico i Giochi siano «l’evento per questi atleti», ancora più centrale rispetto a quanto avviene nel calendario olimpico tradizionale.

A dare voce alla chiusura sarà Arisa, cantante che interpreta inoltre l’inno ufficiale dei Giochi Invernali, mentre anche a Cortina i riflettori resteranno puntati sui paratleti, veri protagonisti della manifestazione. 

«Saranno esperienze emozionanti e partecipative, costruite intorno alle persone, agli atleti, al pubblico e alla comunità. Due racconti distinti uniti dallo stesso desiderio di generare connessione, legami e memoria», ha evidenziato Maria Laura Iascone, direttrice delle cerimonie di Milano Cortina 2026.

Accessibilità e legacy

Parallelamente, le sedi delle cerimonie sono state oggetto di importanti interventi di riqualificazione da parte di Simico, in coordinamento con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con un’attenzione particolare all’accessibilità

Un aspetto sottolineato anche dal sindaco di Verona Damiano Tommasi: «È un onore per Verona ospitare una cerimonia così significativa nel nostro monumento simbolo. Questa occasione ha accelerato una scelta importante: rendere l’Arena sempre più accessibile».

Un impegno che ha raccolto anche l’apprezzamento del Comitato Paralimpico Internazionale, rappresentato da Craig Spence, e che punta a lasciare un’eredità concreta oltre l’evento. 

Perché l’obiettivo finale, come ribadito dagli organizzatori, oltre a celebrare lo sport di alto livello, resta quello di affidare al mondo un cambiamento duraturo nel modo di guardare alla disabilità.

Un racconto che, come promettono gli ideatori, «farà volare» emozioni, storie e significati, proprio come nella celebre “Volare” di Domenico Modugno. E che renderà le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 non solo un grande evento sportivo, ma un autentico inno alla vita.