Villaggio Olimpico, extracosti senza copertura: trattativa ancora ferma

Il decreto Sport apre alla modifica delle convenzioni, ma le risorse pubbliche restano limitate: i costruttori chiedono fino a 40 milioni per il Villaggio Olimpico, gravato dall’aumento dei costi.

Villaggio Olimpico extracosti
le posizioni negoziali
Image credits: Coima

Stallo sugli extracosti del Villaggio Olimpico. A poche settimane dall’avvio delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, il capitolo degli extracosti continua a essere al centro del confronto tra soggetti privati e istituzioni pubbliche. 

Se per il PalaItalia sono già stati stanziati 21 milioni di euro di risorse aggiuntive, per l’edificio realizzato da Coima – destinato ad accogliere gli atleti durante i Giochi e, successivamente, a diventare uno studentato – non è stato finora previsto alcun contributo diretto. 

Le richieste dei costruttori e il perimetro normativo

Cts Eventim e Coima, responsabili della realizzazione delle due infrastrutture chiave per lo svolgimento delle Olimpiadi, hanno chiesto complessivamente tra gli 80 e i 100 milioni di euro per compensare l’aumento dei costi di materiali ed energia registrato a partire dal 2022. Di questi, tra i 30 e i 40 milioni riguardavano direttamente il Villaggio Olimpico.

Il decreto Sport ha accolto solo in parte queste istanze, ma ha introdotto un elemento rilevante: una cornice normativa che consente al Comune di Milano, d’intesa con la Regione Lombardia e nel rispetto delle regole europee sugli aiuti di Stato, di rivedere le convenzioni urbanistiche già in essere con i soggetti attuatori. 

In assenza di ulteriori risorse pubbliche, le convenzioni possono quindi essere modificate per permettere ai privati di anticipare o rafforzare le proprie attività, compensando così eventuali perdite economiche.

I progressi sul fronte PalaItalia

Sul fronte PalaItalia, l’intervento pubblico è stato immediato: 21 milioni di euro di fondi statali sono stati assegnati per coprire parte degli extracosti. Ancora inevasa invece la richiesta iniziale per il Villaggio che si aggirava intorno ai 40 milioni di euro.

Parallelamente, è stata avviata una trattativa per aggiornare la convenzione, che ha già prodotto un primo risultato tangibile: la possibilità per Cts Eventim di utilizzare l’impianto a partire dalla fine del 2026, ampliando il calendario con eventi nazionali aggiuntivi.

Un ulteriore passo è arrivato con il Dl Spese, che ha autorizzato un esborso fino a 30 milioni di euro per consentire al Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio la stipula di convenzioni pluriennali.

In particolare, la finalità riguarda la messa a disposizione della nuova Arena PalaItalia Santa Giulia per eventi sportivi di interesse nazionale e internazionale, pubblico e sociale.

Villaggio Olimpico: intesa possibile al termine dei Giochi

Ben diversa la situazione del Villaggio Olimpico, che sorgerà nell’area dell’ex scalo di Porta Romana e che, al termine dei Giochi, sarà riconvertito in uno studentato da circa 1.700 posti letto. Qui il confronto tra costruttori, Comune e Regione è ancora in corso e, al momento, non ha portato a soluzioni definitive.

Secondo indiscrezioni, il dialogo si starebbe concentrando su una revisione dei tempi e delle modalità della convenzione relativa alla futura destinazione universitaria dell’immobile. Attualmente l’accordo con il Comune ha una durata di 30 anni, un orizzonte che potrebbe essere modificato, così come potrebbe essere ampliata la gamma di servizi offerti.

Nei giorni scorsi, il sindaco Giuseppe Sala ha comunque espresso apertura al riconoscimento degli extracosti, sottolineando come si tratti di un’opera privata che, di fatto, supplisce a un investimento pubblico. L’intesa finale tra Comune, Regione e costruttori potrebbe però arrivare solo dopo la conclusione delle Olimpiadi.