Australian Open 2026: biglietti, prezzi e strategia dietro il primo Slam dell’anno

I biglietti dell’Australian Open 2026: prezzi differenziati, forte spinta sull’hospitality e una strategia che trasforma il torneo in un festival sportivo da oltre tre settimane.

Australian Open Sinner
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Image Credits: Rolex/Antoine Couvercelle

L’Australian Open non è solo il primo Slam stagionale, ma sempre più un caso di studio dal punto di vista economico e di marketing sportivo.

L’edizione 2026, in programma a Melbourne dal 12 gennaio al 1° febbraio, conferma questa tendenza: il torneo amplia la propria durata, diversifica l’offerta di biglietti e rafforza il posizionamento come evento-festival capace di generare valore ben oltre il campo da gioco.

Date e struttura dell’evento

Il torneo si articolerà in due fasi. Dal 12 al 17 gennaio spazio alla Opening Week, che include qualificazioni, allenamenti aperti, esibizioni, la novità del 1 Point Slam, eventi benefici e attività dedicate alle famiglie.

Il tabellone principale scatterà domenica 18 gennaio, con le finali fissate per sabato 31 gennaio (singolare femminile) e domenica 1° febbraio (singolare maschile).

In totale, tre settimane di attività continuative al Melbourne Park, coerenti con la visione di Tennis Australia di presidiare l’intero mese di gennaio, trasformando lo Slam in una piattaforma di intrattenimento a ciclo lungo.

Dove e come acquistare i biglietti

La vendita ufficiale dei biglietti avviene tramite Ticketmaster Australia e il sito dell’Australian Open.

L’offerta è ampia e modulare: biglietti per singole sessioni diurne o serali nelle tre arene principali (Rod Laver Arena, Margaret Court Arena e John Cain Arena), Ground Pass giornalieri o settimanali, oltre a un articolato sistema di hospitality premium.

La domanda elevata porta spesso all’attivazione dello Smart Queue system, che regola l’accesso alla piattaforma nei momenti di maggiore affluenza.

Prezzi: dall’accessibilità al premium

Il pricing riflette una strategia di segmentazione. Nei primi turni, i biglietti partono da livelli relativamente accessibili:

  • Rod Laver Arena (round 1-4): da 149 AUD (serale) a 159 AUD (diurna)
  • Margaret Court Arena: da 79 AUD a 125 AUD
  • John Cain Arena: da 65 AUD a 79 AUD

Il salto di prezzo diventa evidente entrando nella seconda settimana. I quarti di finale alla Rod Laver Arena partono da 269 AUD, mentre le semifinali maschili arrivano fino a 879 AUD per la sessione serale. Il biglietto più costoso dell’intero evento resta la finale maschile, con prezzi a partire da 1.449 AUD.

I Ground Pass rappresentano l’opzione più flessibile: da 59 AUD al giorno o 139 AUD per i pacchetti settimanali, consentono l’accesso ai campi esterni, alle fan zone e alle aree di intrattenimento.

Hospitality e AO Reserve: il valore dell’esperienza

Sul fronte corporate e high-end, l’Australian Open consolida l’offerta di ospitalità.

I pacchetti spaziano dalle suite (da 914 AUD) alle esperienze ultra-premium come i posti courtside o i programmi AO Reserve e AO Travel & Experiences, che combinano biglietti, ristorazione curata, alloggi e trasporti, con prezzi che superano i 17mila AUD a persona.

Una proposta che intercetta il turismo internazionale ad alta capacità di spesa e rafforza l’impatto economico del torneo sulla città di Melbourne.

Australian Open M&M
Australian Open (Photo by: Virginie Bouyer / Panoramic / Insidefoto)

L’Australian Open come festival: opportunità e criticità

La crescita dell’Opening Week è uno dei temi più discussi. Le qualificazioni, un tempo gratuite, sono ora a pagamento e inserite in un contesto fortemente esperienziale: musica live, fan zone, DJ set, attività per bambini, maxi schermi e una proposta food & beverage sempre più strutturata.

I numeri parlano chiaro: l’affluenza alle qualificazioni ha raggiunto livelli record, dimostrando che il “contenitore evento” è diventato un’attrazione autonoma, indipendente dai nomi in campo. Una scelta che ha contribuito all’aumento dei ricavi di Tennis Australia, arrivati a circa 460 milioni di dollari australiani su base annua.

Allo stesso tempo, non sono mancate critiche da parte di alcuni tifosi, che hanno giudicato la comunicazione della Opening Week poco chiara, soprattutto per chi pensava di acquistare biglietti validi per il tabellone principale.

Una zona grigia che solleva interrogativi sul confine tra valorizzazione dell’esperienza e trasparenza commerciale e comunicativa.

Un modello sempre più orientato al business

L’Australian Open 2026 conferma un modello evoluto di monetizzazione dello sport: prezzi dinamici, forte spinta sull’hospitality, ampliamento dell’offerta non sportiva e una narrazione che trasforma lo Slam in un festival urbano di tre settimane.

Il tennis resta il fulcro, ma il biglietto non compra più solo una partita: acquista tempo, intrattenimento e status. Ed è proprio su questo equilibrio che si giocherà la sfida futura del primo Slam dell’anno.

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