Lo sci alpino re degli sport invernali. Nel panorama delle discipline sotto l’egida della FIS, lo sci alpino resta nettamente dominante dal punto di vista economico: il suo circuito di Coppa del Mondo genera infatti un giro d’affari vicino ai 40 milioni di euro annui, secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore.
Nessun’altra specialità riesce ad avvicinare questi numeri.La seconda disciplina per rilevanza economica è il salto con gli sci, che sviluppa circa 10 milioni di euro di fatturato complessivo, sommando diritti televisivi e ricavi commerciali.
I numeri di salto e sci di fondo
Il salto rappresenta un unicum nel contesto FIS: insieme allo sci alpino è l’unica specialità per cui l’accesso alle tribune è a pagamento, segnale di una capacità autonoma di attrarre pubblico e interesse.
Più distanziato lo sci di fondo, che si attesta in terza posizione intorno ai 5 milioni di euro di giro d’affari. Una quota significativa di questi ricavi è legata al Tour de Ski, l’evento clou della stagione.
L’edizione numero 20, interamente ospitata in Italia tra Dobbiaco e la Val di Fiemme, si è conclusa lo scorso fine settimana con la tradizionale scalata finale all’Alpe del Cermis che ha chiuso il sipario sulla manifestazione.
La gestione dei diritti media
Scendendo ulteriormente nella classifica dei fatturati troviamo la combinata nordica, che genera circa 1,5 milioni di euro, mentre snowboard e freestyle si fermano attorno ai 500mila euro ciascuno.
Valori contenuti che riflettono anche il limitato interesse dei broadcaster nel negoziare diritti televisivi dedicati: nella maggior parte dei casi, infatti, queste discipline vengono incluse come “pacchetto aggiuntivo” all’interno degli accordi per lo sci alpino, con un contributo economico marginale.
Il quadro potrebbe però cambiare a partire dalla prossima stagione. La FIS ha infatti annunciato una revisione del modello di business: i diritti media e marketing verranno acquistati direttamente dalle federazioni nazionali, superando il sistema degli intermediari che ha caratterizzato finora la contrattazione.
Il ruolo di Infront
Fino all’attuale stagione, un ruolo centrale nella gestione di questi asset è stato svolto da Infront, titolare dei diritti marketing e media delle Coppe del Mondo di sci nordico (salto, fondo e combinata), snowboard, freestyle, freeski e voli con gli sci.
«L’impegno di Infront negli sport invernali va oltre lo sci alpino – conclude Alessandro Giacomini, managing director di Infront Italia –. Nelle discipline nordiche, nello snowboard e nel freestyle garantiamo una gestione strutturata dei diritti marketing e le produzioni televisive, supportando federazioni, organizzatori e partner al fine di valorizzare l’evento».
Un perimetro ampio e articolato, che richiede soluzioni flessibili soprattutto sul piano commerciale.I rapporti con gli sponsor, infatti, variano frequentemente in base al Paese ospitante e alla disciplina.
I rapporti con gli sponsor
Limitandosi ai sei partner principali, nelle tappe finlandesi il salto coinvolge brand come Veltins, Skechers, LaVita, Hörmann, Bauhaus e Bergader; la combinata nordica Veltins e Skechers; il fondo Veltins.
In Svizzera, nel salto ritornano Veltins, Bauhaus e Skechers, mentre nello sci di fondo resta solo Skechers, che è anche l’unico sponsor presente nel salto in Polonia, a testimonianza della ricorrenza dei marchi tra le varie geografie.
Grande attenzione viene riservata anche alla produzione televisiva. Per lo sci di fondo, Infront può impiegare fino a 34 telecamere e 65 addetti, con il massimo sforzo produttivo concentrato proprio sulla scalata finale del Cermis.
Per snowboard e freestyle, invece, il numero di telecamere varia da 9 a 18, a seconda delle sei specialità previste: big air, slopestyle, cross, gobbe, salti e parallelo, con l’obiettivo di fornire una copertura capillare.