Trapani a fine corsa: ufficiale l'esclusione dal campionato di Serie A

Il club siciliano guidato da Valerio Antonini è stato estromesso dal massimo campionato cestistico in seguito alla riunione tra federazione e lega.

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Image credit: LBA

Trapani saluta ufficialmente il campionato di Serie A di basket. Il club siciliano di proprietà di Valerio Antonini è stato estromesso dalla competizione cestistica in seguito alla decisione del Giudice Sportivo federale.

Il provvedimento è stato adottato sulla base del rapporto del sostituto procuratore federale, in seguito a quanto accaduto nell’ultima gara del girone d’andata contro Trento. durata appena quattro minuti. 

Le motivazioni dell’esclusione

La società siciliana era già stata colpita da una penalizzazione di 10 punti e, nelle ultime settimane, si era presentata in campo con soli tre giocatori senior affiancati da ragazzi del settore giovanile, una situazione che ha creato forte imbarazzo all’intero movimento cestistico italiano. 

Alla base della decisione viene richiamato “il principio di lealtà sportiva” venuto a mancare in seguito allo schieramento in campo da parte della Trapani Shark di una formazione evidentemente non in grado di competere con l’avversaria, al fine di disputare formalmente la gara in questione e non incorrere in una seconda rinuncia che comporterebbe il ritiro definitivo dal Campionato.

La decisione viene ulteriormente chiarita con il passaggio in cui si afferma di aver ritenuto pertanto corretto ed equo, per il caso in questione, assimilare la disputa della gara conclusasi a 5’49” del primo quarto per inferiorità numerica ad una vera e propria rinuncia alla stessaper via dellapalese alterazione della uguaglianza competitiva delle squadre in campo.

Le conseguenze sul campionato

Con l’esclusione, tutti i tesserati di Trapani sono automaticamente liberi. Come previsto dal regolamento, al club siciliano è stata inoltre inflitta un’ammenda da 600mila euro come sanzione accessoria.

Sul piano strutturale, il massimo campionato passa da 16 a 15 squadre: questo comporta una retrocessione in meno dalla Serie A all’A2 e garantisce già un ripescaggio a fine stagione in A2 (salvo rinunce), che andrà alla migliore tra le retrocesse dalla Serie B.

Nel breve periodo, invece, vengono annullati tutti i risultati ottenuti da Trapani: di conseguenza, le squadre che avevano battuto i siciliani perdono i punti conquistati in quelle gare.

A pagare indirettamente il prezzo dell’esclusione è Trento, che esce dal novero delle qualificate alla Final Eight di Coppa Italia. Gli ultimi due posti disponibili vengono così occupati da Udine e Napoli.

Le origini della crisi

La vicenda affonda le radici nel mancato pagamento di Irpef e Inps relativi al bimestre gennaio-febbraio 2025. Trapani ha sostenuto di essere stata truffata dalla società – la stessa coinvolta nel caso Brescia Calcio – alla quale si era affidata per effettuare i versamenti tramite compensazione di crediti, compensazione che non si sarebbe poi concretizzata.

Da qui è scaturita una prima sanzione di 4 punti di penalizzazione, cui se ne è aggiunto un quinto a fine novembre per il mancato rispetto del piano di pagamenti concordato con l’Agenzia delle Entrate

Il club ha sempre ribadito di aver sanato la propria posizione attraverso il ravvedimento operoso, sostenendo che il debito residuo non riguardasse Irpef e Inps, ma l’Iva maturata proprio in seguito al pagamento di quelle imposte.

Le penalizzazioni cumulate

La Federazione, dal canto suo, ha sempre chiarito di basare i provvedimenti esclusivamente sulla documentazione trasmessa dall’Agenzia delle Entrate tramite la nuova Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico-finanziario delle società professionistiche, senza entrare nel merito della posizione fiscale del club. Trapani ha nel frattempo presentato ricorsi per ottenere il riconoscimento delle proprie ragioni dal fisco.

Il 30 dicembre sono arrivate ulteriori sanzioni: due anni di inibizione per il presidente Antonini e tre punti di penalizzazione per dichiarazioni ritenute mendaci sull’adempimento dei pagamenti. 

Infine il 7 gennaio, un nuovo provvedimento ha inflitto altri due anni di inibizione ad Antonini e altri due punti di penalizzazione per dichiarazioni mendaci sul pagamento delle pendenze dichiarate come sanate al momento dell’iscrizione al campionato.

Il blocco dei tesseramenti e il collasso sportivo

Il blocco dei tesseramenti, imposto inizialmente per alcune ingiunzioni di pagamento nei confronti dei tesserati e non direttamente per le penalizzazioni, ha avuto effetti devastanti innescando un circolo vizioso. 

In primo luogo ha impedito la sostituzione formale dell’allenatore dimissionario Jasmin Repesa: non potendo aggiornare il contratto del secondo assistente Alex Latini, promosso di fatto al suo posto, la società è stata costretta a indicare il capitano – solitamente Petrucelli – come allenatore-giocatore.

Lo stesso blocco ha reso impossibile rimpiazzare i giocatori che hanno lasciato il club, sia per clausole contrattuali sia per successive cessioni. Alla vigilia della gara con Trento, le partenze erano salite a cinque: Alibegovic, Allen, Ford, Hurt ed Eboua

Oltre al danno tecnico, la mancata disponibilità dei 12 contratti professionistici obbligatori ha comportato sanzioni da 50mila euro per ogni giocatore sotto la soglia, che si sono accumulate progressivamente partita dopo partita.

L’epilogo finale

Con un organico ridottissimo e per evitare una multa da 100mila euro, Trapani ha rinunciato alla trasferta del 4 gennaio sul campo della Virtus Bologna, subendo una sconfitta a tavolino per 20-0 e un’ammenda da 50mila euro. 

Due giorni dopo, invece, il club ha preso parte alla gara di Champions League contro l’Hapoel Holon – che sarebbe costata 600mila euro di multa – presentandosi però con soli cinque giocatori, due dei quali provenienti dal settore giovanile. 

La partita è durata complessivamente sette minuti, fino alla dichiarazione di sconfitta e alla conseguente eliminazione dalla competizione, nonostante si sarebbe dovuta giocare anche la gara di ritorno.

Uno scenario simile si è ripetuto in campionato, in casa contro Trento: sette uomini a referto, quattro dei quali delle giovanili. La gara è durata appena quattro minuti prima di essere sospesa per inferiorità numerica. 

Sabato prossimo, contro Trieste, il copione rischiava di ripetersi, ma il provvedimento del Giudice Sportivo è arrivato prima, mettendo definitivamente fine all’esperienza di Trapani in Serie A.

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