Trapani sprofonda a -10 e va verso l’esclusione dalla Serie A: oggi la decisione

Dopo l’ennesima penalizzazione e la partita interrotta contro Trento, la posizione del club si fa sempre più fragile: oggi l’incontro tra Federazione e Lega può essere decisivo.

Penalizzazione Trapani
club in bilico
Image credits: LBA

La crisi di Trapani Basket entra nella sua fase più drammatica. Il Tribunale federale della Federazione Italiana Pallacanestro ha inflitto agli Shark una nuova penalizzazione di due punti per irregolarità amministrative legate alla documentazione presentata in fase di iscrizione al campionato. 

Quella comminata dalla giustizia sportiva è la quarta sanzione in sette mesi, che fa precipitare la squadra a quota 10 punti, tagliandola definitivamente fuori dalla corsa alla Coppa Italia.

La posizione del presidente Antonini

Alla base del provvedimento c’è la contestazione di una frode sportiva: il presidente Valerio Antonini aveva firmato un documento attestando l’assenza di debiti verso i tesserati al 30 maggio. 

Una violazione punita con una sanzione giudicata lieve, ma dagli effetti pesantissimi sul piano sportivo. La Trapani che aveva vinto 10 delle prime 11 partite non esiste più: nel giro di sei settimane sono arrivati l’addio a coach Repesa e la partenza di cinque giocatori.

Nonostante una nuova inibizione di due anni, che si somma ai due già comminati a dicembre, Antonini non arretra. «Sarà la Fip a cacciarci, resisterò come l’ultimo dei Mohicani», aveva dichiarato a inizio settimana. Una linea di resistenza che ha portato alla decisione di scendere comunque in campo, anche in condizioni limite.

La non partita con Trento

Il punto di non ritorno arriva nella sfida di campionato contro Trento. Trapani si presenta con sette giocatori a referto, di cui solo tre professionisti e quattro ragazzi delle giovanili. Il risultato è una partita durata quattro minuti e undici secondi.

Dopo la palla a due, i professionisti lasciano progressivamente il parquet. Restano i giovanissimi, poi neanche quelli: quando sul campo rimane un solo giocatore, gli arbitri decretano la fine sul 26-11 per Trento

Ora sono attesi lo 0-20 a tavolino e una multa da 250 mila euro (50 mila per ciascun contratto mancante rispetto ai 12 professionisti obbligatori), che si cumula alle sanzioni pecuniarie delle gare passate.

Il regolamento federale

La vicenda mette a nudo i limiti dei regolamenti federali. A differenza della FIBA, che ha già escluso Trapani dalle proprie competizioni, la FIP non dispone di strumenti immediati per fermare questo stillicidio. 

Nel frattempo, l’associazione giocatori (GIBA) ha diffuso un comunicato durissimo: «Chiediamo rispetto per gli atleti di Trapani. Non comprendiamo le ragioni dell’insistenza nel voler giocare a ogni costo e consentire lo svolgimento di incontri indecenti che mancano della minima equità competitiva».

La società, dal canto suo, continua a rispondere con una raffica di comunicati: contro la penalizzazione e l’inibizione di Antonini, definite «ennesima violazione dei termini processuali, che fa apparire grottesca la giustizia sportiva della Fip»; contro presunte irregolarità federali.

Fip e Lega si riuniscono: oggi la decisione sull’esclusione

La misura è colma. Oggi pomeriggio, nella sede federale di via Vitorchiano a Roma, è previsto un incontro decisivo tra il presidente FIP Gianni Petrucci e quello della Lega Basket Serie A, Maurizio Gherardini. La vicenda è seguita con attenzione anche dal ministro dello Sport Andrea Abodi.

L’obiettivo è chiudere subito il caso Trapani, anche per restituire credibilità alla griglia delle Final Eight di Coppa Italia, oggi palesemente falsata dalla vicenda che coinvolge il club siciliano. 

La strada più probabile è quella dell’esclusione dal campionato per mancanza di uguaglianza competitiva, facendo leva sul precedente di Siena del 2019, quando la Mens Sana fu estromessa dalla A2 per aver schierato giocatori juniores.

Nel frattempo, il club continua a perdere pezzi: anche Petrucelli ha lasciato la Sicilia, direzione Galatasaray. Ma Antonini resta sulla sua linea di battaglia e rilancia: «porteremo questo scempio nelle aule giudiziarie civili e penali».

La sensazione, però, è che il tempo sia scaduto. Il destino di Trapani è appeso a un filo: è sempre più vicino l’addio alla Serie A che metterebbe la parola fine ad una delle vicende più drammatiche dello sport italiano.

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