Anta Sports punta Puma: offerta per il 29% della società tedesca

Il colosso cinese dell’abbigliamento sportivo ha presentato una proposta ad Artemis, holding della famiglia Pinault, ma l’operazione si è arenata. Il titolo vola in Borsa a Francoforte.

Puma primo trimestre 2025
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La cinese Anta Sports Products ha presentato un’offerta per acquisire il 29% di Puma, attualmente detenuto dalla famiglia francese Pinault attraverso la holding Artemis. Lo ha rivelato Reuters, citando tre fonti a conoscenza dei colloqui.

L’offerta sarebbe stata formulata alcune settimane fa e Anta si sarebbe già assicurata il finanziamento necessario per completare l’operazione, qualora si raggiungesse un accordo. Tuttavia, secondo due fonti, la trattativa si sarebbe arenata perché la proposta è stata ritenuta insufficiente.

Artemis si aspettava infatti che l’offerta per la partecipazione in Puma superasse i 40 euro ad azione, ha dichiarato a Reuters una quarta persona vicina alla questione. Una valutazione ben superiore agli attuali 24,6 euro a cui il titolo quota a Francoforte, dove la capitalizzazione di mercato dell’azienda tedesca si attesta sui 3,3 miliardi di euro.

Il titolo reagisce con forza

La notizia ha avuto un impatto immediato sui mercati. Le azioni Puma sono balzate fino al 9% dopo il rapporto Reuters, raggiungendo il livello più alto da maggio 2025, per poi chiudere la seduta con un guadagno del 4,76%.

Un rally significativo per un titolo che ha perso circa il 50% del suo valore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, penalizzato dal forte calo delle vendite e dalla crescente concorrenza di marchi come Adidas, On e Hoka.

La strategia di Anta

Anta Sports è il terzo gruppo mondiale di abbigliamento sportivo per ricavi, dopo Nike e Adidas. Il colosso cinese, quotato a Hong Kong, ha una comprovata esperienza nell’acquisizione e nel rilancio di marchi occidentali del settore sport e lifestyle.

Nel 2019 ha guidato un consorzio per l’acquisizione di Amer Sports, proprietaria del produttore di racchette Wilson e dello specialista degli sport di montagna Salomon, di cui oggi Anta detiene il 44%. Come già anticipato su Sport e Finanza, la società stava già valutando un’offerta per Puma lo scorso novembre.

Artemis e la partecipazione “non strategica”

La famiglia Pinault è entrata nel capitale di Puma nel 2007, quando la quota faceva parte del portafoglio di Kering, il gruppo del lusso che include Gucci. Nel 2018, quando Kering si è trasformata in un player focalizzato esclusivamente sul lusso, la partecipazione è passata ad Artemis, la holding gestita da François-Henri Pinault.

A settembre, una fonte vicina ad Artemis aveva dichiarato che «la famiglia Pinault non avrebbe venduto la sua partecipazione in Puma al valore di mercato attuale», ma aveva ammesso che la quota era considerata non strategica, quindi cedibile al giusto prezzo. Da allora, le azioni Puma sono aumentate del 15%.

Artemis, che controlla anche la casa d’aste Christie’s e l’agenzia di talenti hollywoodiana CAA, è finita sotto osservazione degli investitori per il debito accumulato mentre Pinault cercava di diversificare le attività in un momento di calo delle vendite nel settore del lusso.

Le sfide di Puma

Il marchio tedesco sta attraversando una fase difficile. Il nuovo amministratore delegato Arthur Hoeld ha presentato lo scorso ottobre la sua strategia di rilancio, dopo che il lancio di sneaker come la Speedcat non ha generato l’entusiasmo sperato e le vendite sono calate per l’orientamento dei consumatori verso i competitor.

Gli analisti di RBC hanno commentato positivamente la potenziale cessione, definendola «progressivamente positiva per la storia azionaria di Puma, con una potenziale nuova proprietà che potrebbe supportare gli investimenti nel marchio, offrire nuove prospettive e supportare la strategia di ristrutturazione iniziale sotto la guida del nuovo CEO».

Sia Artemis che Puma hanno rifiutato di commentare la vicenda. Anta non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento. La certezza è che qualcosa si è mosso, il futuro è un’incognita.