Nel 2025 registrato calo presenze negli stadi NFL, ma ascolti tv da record

La NFL registra il primo calo di presenze post-pandemia (-0,8%) ma vola in tv con 18,7 milioni di spettatori. Titans, Jets e Browns in difficoltà.

Carolina Panthers vs Baltimore Ravens (Image credit: Depositphotos)
Dati regular season
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Per la prima volta dall’inizio della pandemia, la National Football League (NFL) fa i conti con un calo delle presenze negli stadi. La stagione regolare 2025-2026 si è chiusa con una media di 69.055 spettatori a partita, in flessione dello 0,8% rispetto all’anno precedente, quando la media si attestava poco sopra i 69.500 spettatori.

Il tasso di riempimento degli impianti è scivolato dal 98,3% al 97,6%, segnando il secondo anno consecutivo di contrazione. Dietro questa dinamica si nascondono performance eterogenee: mentre 12 franchigie su 32 hanno registrato il tutto esaurito, tre squadre hanno faticato a superare la soglia del 93% di occupazione.

I dati degli ascolti tv, invece, sono incoraggianti per l’NFL. La lega ha registrato il secondo miglior risultato di sempre.

Diversi casi critici, ma il business internazionale compensa

I Tennessee Titans guidano la classifica negativa con un crollo del 9,1% su base annua, seguiti dai New York Jets (-5,1%) e dai Cleveland Browns (-3,9%). Non è un caso che queste tre franchigie siano anche le peggiori per rendimento sportivo, confermando il legame diretto tra risultati sul campo e affluenza sugli spalti.

Sul fronte opposto, quattro squadre hanno bucato il muro dell’1% di crescita: i Carolina Panthers (+2,5%), i Los Angeles Chargers (+2,3%), i New York Giants (+1,7%) e i Washington Commanders (+1,4%). La maggioranza delle squadre, ben 23 su 32, ha visto oscillazioni contenute entro l’1%.

L’espansione oltre i confini nazionali rappresenta un elemento di compensazione. Le sette partite disputate all’estero hanno registrato una media di 68.763 spettatori, in crescita del 5,3% rispetto alle cinque gare internazionali della stagione precedente. Lo stadio di Wembley ha fatto segnare il record con 86.152 presenze, mentre il Santiago Bernabéu ha ospitato la prima partita NFL in Spagna davanti a 78.610 tifosi.

Va considerato che alcuni impianti utilizzati, come il Corinthians Arena di San Paolo con meno di 50.000 posti, hanno una capienza inferiore agli stadi americani, contribuendo ad abbassare la media complessiva.

La televisione vola: secondo miglior risultato di sempre

Se gli stadi mostrano i primi segnali di affaticamento, il fronte televisivo racconta una storia completamente diversa. La NFL ha chiuso la stagione regolare con una media di 18,7 milioni di spettatori, il secondo miglior risultato nella storia della lega dopo i 19 milioni del 1989.

La crescita rispetto al 2024 è stata del 10%, trainata anche dall’introduzione da parte di Nielsen dei Big Data e della misurazione completa degli ascolti fuori casa, che include bar, ristoranti e aeroporti.

Tutte le principali emittenti hanno celebrato risultati record o vicini ai massimi storici. CBS ha toccato i 21,3 milioni di spettatori medi (+11%), la sua migliore stagione regolare di sempre. NBC ha raggiunto i 23,5 milioni con «Sunday Night Football», superando il precedente record del 2015. Prime Video ha registrato la sua migliore stagione con «Thursday Night Football», attestandosi a 15,3 milioni di spettatori.

I Kansas City Chiefs si sono confermati la squadra più seguita, dominando la classifica delle partite più viste. La sfida contro i Cowboys trasmessa da CBS nel giorno del Ringraziamento ha stabilito il record stagionale, seguita da Packers-Lions sempre nel giorno del Ringraziamento su Fox.

ESPN ha vissuto la seconda migliore stagione di sempre per «Monday Night Football» con 16,5 milioni di spettatori, mentre Fox ha toccato i 19,6 milioni, il miglior risultato dal 2015.

Prospettive: domanda solida nonostante tutto

Nonostante la flessione, i 69.055 spettatori di media rappresentano ancora la quinta presenza più alta da quando lo Sport Business Journal ha iniziato a monitorare i dati nel 2004. Il dato rimane superiore agli anni 2017-2019 e testimonia una domanda ancora robusta, nonostante l’aumento dei prezzi dei biglietti e la crescente concorrenza di altre forme di intrattenimento.

Il commissario Roger Goodell e i dirigenti della lega continuano a monitorare attentamente anche le variazioni più piccole, consapevoli che l’esperienza dal vivo resta un pilastro fondamentale del modello di business NFL, anche nell’era dello streaming e della televisione ad alta definizione.

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