LCA Sport Review 2025: gli ultimi dodici mesi di diritto sportivo, tra riforme e grandi eventi

Numeri, regole e le principali questioni legali che hanno attraversato il mondo dello sport negli ultimi dodici mesi nella LCA Sport Review 2025.

 

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Scotiabank Arena (Image credit: Depositphotos)

Il 2025 ha rappresentato un passaggio cruciale per il sistema sportivo, segnato da interventi normativi e pronunce giurisprudenziali destinate ad avere effetti strutturali nel medio periodo.
Come emerge dalla LCA Sport Review 2025, lo studio LCA analizza un contesto in cui il diritto sportivo dialoga sempre più strettamente con il diritto dell’Unione europea, incidendo su trasferimenti dei calciatori, disciplina degli agenti e autonomia dell’arbitrato sportivo internazionale.

Sul piano nazionale, l’anno è stato caratterizzato dall’adozione del nuovo Regolamento Agenti FIGC, dal rinnovo dell’Accordo Collettivo della Serie A e dall’attuazione delle riforme sul lavoro sportivo, il tutto mentre l’Italia si prepara a ospitare le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 che hanno richiesto interventi normativi mirati e una governance rafforzata.

Giovani calciatori, apprendistato e riforma del lavoro sportivo

Tra le novità di maggiore impatto operativo rientra l’introduzione, da parte della FIGC, del diritto di opzione per la stipula del primo contratto di apprendistato professionalizzante dei cosiddetti “giovani di serie”. Il nuovo articolo 33 delle NOIF consente ai calciatori under 18 di concedere alla società di tesseramento un’opzione temporale – di uno o due anni, a seconda dell’età – esercitabile previo pagamento di un corrispettivo minimo concordato. Una misura che punta a rafforzare il legame tra club e giovani talenti, introducendo maggiore certezza giuridica nella fase di passaggio al professionismo.

In parallelo, prosegue l’attuazione della riforma del lavoro sportivo con la pubblicazione del nuovo mansionario ufficiale, che definisce le figure professionali riconducibili alla qualifica di lavoratore sportivo.
Un elenco che, pur fondandosi sul D.lgs. 36/2021, lascia spazio a federazioni e discipline associate per individuare ulteriori profili necessari allo svolgimento delle attività sportive, ampliando il perimetro giuridico del lavoro nel settore.

Agenti sportivi: regole, ricorsi e riconoscimento FIFA

Il 2025 è stato anche un anno centrale per la disciplina degli agenti sportivi. La FIGC ha adottato una nuova versione del proprio Regolamento Agenti, introducendo modifiche rilevanti: dall’eliminazione di alcuni requisiti formali per gli agenti domiciliati, all’ampliamento dei reati ostativi all’iscrizione, fino al divieto di clausole che limitino l’autonomia negoziale del calciatore.
Il regolamento ha però generato un contenzioso amministrativo, con il ricorso promosso dalle associazioni di categoria, dichiarato inammissibile dal TAR Lazio per violazione della “pregiudiziale sportiva”.

Sul piano applicativo, resta centrale il nodo del coordinamento con il Regolamento Agenti CONI, che non ha ancora recepito le modifiche FIGC, rendendo di fatto non operative le nuove disposizioni. In un contesto in cui le commissioni agli agenti hanno raggiunto il record di 1,37 miliardi di dollari a livello globale (dati FIFA), assume rilievo anche il riconoscimento da parte della FIFA dell’equipollenza del titolo di agente sportivo conseguito in Italia.

Una decisione che consente agli agenti iscritti ai registri FIGC e CONI di ottenere la licenza FIFA senza sostenere l’esame, aprendo di fatto l’accesso diretto al mercato internazionale.

Lega Pro: salary cap e maggiori garanzie finanziarie

Le criticità economico-finanziarie emerse nella stagione 2024-25 hanno spinto la Lega Pro a intervenire sui propri regolamenti.
L’assemblea del 29 aprile 2025 ha approvato l’introduzione di un salary cap, fissato al 55% del rapporto tra emolumenti e valore della produzione, con applicazione sperimentale nella stagione 2025-26 e regime a pieno titolo dal 2026-27.
Le violazioni non comporteranno penalizzazioni sportive, ma sanzioni economiche destinate al finanziamento dei settori giovanili.

Contestualmente, sono state rafforzate le tutele nelle acquisizioni societarie, introducendo l’obbligo per gli acquirenti di quote di maggioranza di garantire non solo i debiti pregressi, ma anche quelli che matureranno fino al termine della stagione, mediante fideiussione bancaria a favore della Lega Pro. Una misura che mira a ridurre il rischio di crisi in corso di campionato.

Dal Decreto Sport alla legge: il quadro per i grandi eventi

Con la conversione in legge del Decreto Sport (Legge n. 119/2025), il legislatore ha delineato una cornice normativa per l’organizzazione dei principali eventi sportivi internazionali in programma in Italia nei prossimi anni, dalle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 all’Europeo di calcio 2032.
Il provvedimento introduce procedure semplificate, fondi dedicati, misure su sicurezza, impiantistica e governance, rafforzando anche il contrasto al match-fixing e la tutela degli arbitri.

Sul fronte del lavoro sportivo, viene confermata l’estensione della durata massima dei contratti di lavoro subordinato fino a otto anni, già recepita dalla FIGC, mentre la gestione dei grandi eventi viene affidata a un coordinamento rafforzato tra commissari, amministrazioni locali e federazioni, con l’obiettivo di garantire sostenibilità e continuità infrastrutturale.

Il nuovo Accordo Collettivo della Serie A

Il rinnovo dell’Accordo Collettivo tra AIC, Lega Serie A e FIGC, firmato il 31 luglio 2025, rappresenta uno degli snodi principali dell’anno.
Il nuovo AC recepisce le riforme sul lavoro sportivo e ridefinisce numerosi aspetti del rapporto tra club e calciatori: dai contratti di apprendistato, con salari minimi fissati per età, alla disciplina dei diritti d’immagine, che introduce il concetto di “immagine collettiva” della squadra.

Vengono inoltre regolati in modo più puntuale i patti integrativi, previste riduzioni automatiche del salario in caso di retrocessione, rafforzato il sistema disciplinare e aggiornate le tutele sanitarie. Un impianto che mira a coniugare sostenibilità economica e diritti dei calciatori in un quadro normativo profondamente rinnovato.

Dončić per Davis: perché nel calcio non funzionerebbe

Tra i focus più interessanti della LCA Sport Review 2025 è spicca l’analisi comparativa sul caso Dončić–Davis in NBA, analizzata dagli avvocati Federico Venturi Ferriolo (head of sports di LCA) e Lorenzo Vittorio Caprara.
La trade tra le due stelle del basket americano evidenzia la distanza strutturale tra il modello nordamericano e quello europeo.

Negli Stati Uniti, leghe chiuse, salary cap e revenue sharing garantiscono equilibrio competitivo, mentre il Collective Bargaining Agreement consente agli atleti di accettare ex ante la possibilità di essere ceduti. Nel calcio europeo, al contrario, il trasferimento è inscindibilmente legato al consenso del calciatore, tutelato dal diritto del lavoro e dal quadro normativo Ue.

Due sistemi fondati su filosofie giuridiche opposte, che rendono tecnicamente impossibile replicare nel calcio una trade in stile NBA.

Qui per la LCA Sport Review 2025 in versione integrale.