Trapani Shark, la FIP alza il muro: «Lesa l'immagine del movimento»

Consiglio federale straordinario per il caso Trapani Shark: la FIP conferisce pieni poteri al presidente per tutelare l’immagine del basket italiano. La Lega si allinea.

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Image credit: LBA

Non si placa la tempesta sul caso Trapani Shark. Mentre le festività natalizie avrebbero dovuto portare una pausa di riflessione, la Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) ha scelto la linea dura convocando un Consiglio federale straordinario che ha segnato un ulteriore inasprimento della posizione nei confronti del club siciliano.

La penalizzazione di cinque punti in classifica era solo il primo capitolo di una vicenda che si fa sempre più complessa. Con l’ipotesi di ricorso al TAR ormai considerata remota, la FIP ha deciso di alzare il livello dello scontro istituzionale.

Federazione e LBA fanno quadrato

Il Consiglio federale ha preso una posizione unanime e inequivocabile. Come si legge nel comunicato ufficiale, i vertici del basket italiano hanno giudicato “gravemente lesivo dell’immagine dell’intero movimento” il comportamento assunto dalla società trapanese.

Pur respngendo ogni retorica di “volontà persecutoria”, hanno conferito al presidente Giovanni Petrucci ampio mandato per individuare ogni iniziativa, anche legale, utile alla salvaguardia della credibilità del basket italiano.

Un invito esplicito è stato inoltre rivolto alla Lega Basket Serie A affinché adotti decisioni endoassociative per evitare che la reputazione del campionato subisca ulteriori danni.

Lega che è intervenuta a fare quadrato, con il presidente Umberto Gherardini che ha partecipato personalmente al Consiglio federale. Un segnale di unità d’intenti che replica quanto già accaduto nelle prime fasi della controversia. La posizione è netta: difesa dei regolamenti e delle norme a tutela di tutte le società associate, a partire dal Manuale delle Licenze, votato all’unanimità dai club e applicato dalla Commissione indipendente.

Pur riconoscendo a Trapani il diritto di far valere le proprie prerogative, la Lega ha ribadito l’impegno ad agire per il rispetto delle regole e nell’interesse collettivo delle sedici associate, secondo i principi di lealtà sportiva.

Come si è arrivati al punto di rottura

La crisi ha radici profonde. La penalizzazione di cinque punti inflitta al club per irregolarità fiscali ha aperto una frattura che si è progressivamente allargata. La decisione del TAR del Lazio di respingere il ricorso del Trapani Calcio – anch’esso guidato da Valerio Antonini – ha fatto tramontare ogni speranza di successo sul fronte giudiziario amministrativo.

Sul piano operativo, il club resta paralizzato: la Commissione Indipendente ha verificato la regolarità dei pagamenti di settembre e ottobre ai tesserati, ma persistono le problematiche legate alla posizione debitoria verso l’amministrazione finanziaria. Il risultato è l’impossibilità di operare sul mercato: impossibile tesserare Alex Latini come nuovo allenatore, sostituire Amar Alibegovic o rimpiazzare Timmy Allen, ceduto in Grecia.

Due multe da 50mila euro ciascuna hanno sanzionato il club per non aver schierato un numero sufficiente di giocatori nelle ultime gare.

Lo scontro frontale e l’isolamento

Il punto di rottura è stato però raggiunto quando la frustrazione di Trapani è sfociata in un comunicato durissimo contro Gherardini, con accuse di parzialità e riferimenti al fatto di essere stati gli unici a non votarlo come presidente LBA.

La risposta è stata immediata. Tutti e quindici gli altri club di Serie A hanno firmato una nota congiunta in difesa di Gherardini, definendo inaccettabili le accuse e sottolineando la sua imparzialità. Le società hanno inoltre bocciato le minacce di sospensione del campionato e ricorsi al TAR ventilate dal club siciliano.

La partita più importante per Trapani Shark si gioca ormai lontano dal campo, nelle stanze della governance del basket italiano. Una battaglia che il club sta combattendo in completa solitudine.

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