Sarà la città di Trieste a ospitare l’atto finale della Del Monte Supercoppa Superlega, giunta alla sua trentesima edizione. Quello che storicamente è il primo trofeo stagionale del volley maschile (ma che in questa stagione, a causa dei vari slittamenti, sarà assegnato come secondo) dopo diversi cambi di scenario approda nel capoluogo friulano, con una due giorni in programma dal 28 febbraio e l’1 marzo.
Per la prima volta l’atto finale – è prevista infatti una final four per l’assegnazione della coppa – si disputerà al termine della Regular Season e prima dell’inizio dei Play Off, collocandosi in una finestra inedita del calendario.
Eccezionalmente, quello che sarà assegnato al PalaTrieste, sarà dunque il secondo trofeo stagionale dopo la Coppa Italia, prevista a Bologna il 7 e 8 febbraio 2026.
Una scelta che restituisce in qualche modo “centralità” al territorio italiano, confermando anche per quest’anno entrambi i due appuntamenti simbolo della SuperLega in città da sempre votate al volley, al termine di un percorso organizzativo tutt’altro che “lineare”.
Il progetto Arabia e il forfait: cosa è successo prima di Trieste
L’assegnazione a Trieste arriva dopo il tramonto dell’ipotesi Arabia Saudita, soluzione che avrebbe portato la Supercoppa all’estero, sulla scia di quanto già avviene nel calcio con la Supercoppa di Serie A, suggellando ancor di più l’appeal globale della pallavolo italiana.
Un progetto partito da lontano, con l’annuncio che la Lega Pallavolo Serie A aveva fatto con grande orgoglio lo scorso luglio ma che da sogno – si sarebbe trattato del primo trofeo italiano, non calcistico, assegnato fuori dai confini nazionali – si è tramutato ben presto in incubo.
Con la ripartenza della stagione regolare dopo l’estate, sono iniziati ad arrivare le prime turbolenze organizzative mentre le date previste, 7-8 novembre 2025, si avvicinavano sempre più. I mesi autunnali si sono caratterizzati da rinvii e slittamenti continui, con tanto di ripercussioni sulla stagione regolare e sulla Coppa Italia, fino allo stop definitivo.
Come raccontato da Sport e Finanza e attraverso l’intervista rilasciata (qui il link all’intervista integrale) dal presidente di Lega Massimo Righi, il nodo non è stato legato a una singola criticità, bensì a una serie di elementi organizzativi e temporali che hanno reso impossibile arrivare a una definizione nei tempi necessari, dovuti principalmente alla scelta di un partner che – nonostante un certo blasone – ha dimostrato scarsa affidabilità.
L’assenza di certezze operative ha spinto la Lega, a malincuore, a fare un mesto dietrofront e a virare su una soluzione alternativa, garantendo stabilità al calendario e tutela per club, atleti e broadcaster.
SuporCoppa Volley Trieste: un ritorno che guarda alla storia
Per Trieste si tratta di un felice ritorno. È infatti la terza volta che la Supercoppa di SuperLega viene disputata nel capoluogo giuliano. L’esordio risale alla stagione 1999/00, con la vittoria della TNT Alpitour Cuneo sulla Sisley Treviso; nel 2007/08, invece, fu proprio Treviso a sollevare il trofeo superando M.Roma Volley.
Ora, a quasi vent’anni di distanza, Trieste si gode la terza sfida finale per la Supercoppa, diventando così il punto di caduta di una trattativa complessa.
In campo ci saranno quattro squadre, qualificate secondo i criteri previsti dal regolamento:
- Itas Trentino, in qualità di campione d’Italia in carica;
- Cucine Lube Civitanova, vincitrice della Coppa Italia;
- Rana Verona, subentrata come perdente della Finale di Coppa Italia;
- Sir Susa Scai Perugia, qualificata grazie al miglior piazzamento in Regular Season tra le aventi diritto.
Dal punto di vista sportivo sarà difficile sbilanciarsi in pronostici.
Già le Semifinali mettono di fronte un livello tecnico altissimo.
Da una parte Trento affronterà Perugia, reduce dai successi internazionali tra Mondiale per Club e Champions League; dall’altra Civitanova e Verona si ritroveranno di fronte nel remake della recente Finale di Coppa Italia.
Orari e programmazione televisiva verranno comunicati nei prossimi giorni.
L’esame internazionale è solo rimandato
Il ritorno in Italia non va letto come un fallimento, in ogni caso.
Anche perché l’esperienza araba resta un’opzione per il prossimo futuro, considerando che stando a quanto detto dal numero uno della Lega, oltre all’interessamento del ministero dello sport saudita, vi sarebbe un possibile intervento del fondo sovrano PIF, noto nello sport a tutte le latitudini.
Per la Lega, chiamata a coniugare ambizioni di internazionalizzazione e solidità del prodotto domestico, si tratta solo di un esame rimandato al quale si occorre presentarsi con minore ingenuità e un pizzico di diffidenza che certamente l’esperienza di questa edizione ha fatto maturare.