Milano Cortina 2026: il mosaico delle sedi olimpiche tra tradizione e innovazione

Dalla cerimonia inaugurale a San Siro all’Arena di Verona per la chiusura: Milano Cortina 2026 sarà l’Olimpiade invernale più diffusa di sempre. Ecco le sedi e l’eredità sportiva e infrastrutturale dei Giochi.

Milano Cortina Trentino
Tutti gli impianti
Image credit: MiCo26 press room

Si avvicina il momento più atteso per lo sport italiano: il 6 febbraio 2026 prenderanno il via le XXV Olimpiadi invernali con la cerimonia di apertura allo Stadio San Siro di Milano, che festeggerà così il suo centenario. I Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 rappresenteranno la manifestazione più diffusa territorialmente nella storia delle Olimpiadi invernali.

Come riferisce Il Sole 24 Ore, coinvolgeranno diverse località di Lombardia, Veneto e Trentino Alto-Adige, coprendo un’area di circa 22mila chilometri quadrati.

Un progetto ambizioso che ha richiesto 98 interventi complessivi, di cui 47 impianti sportivi e 51 infrastrutture di trasporto, per un valore economico totale di 3,4 miliardi di euro gestito da Simico (Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 S.p.A.).

Milano: il cuore metropolitano dei Giochi

La capitale lombarda ospiterà non solo la cerimonia inaugurale ma anche diverse discipline del ghiaccio. L’Unipol Forum di Assago, ribattezzato per l’occasione Milano Ice Skating Arena, accoglierà le gare di pattinaggio di figura e short track con una capienza di circa 11.500 posti. Presso gli spazi di Fiera Milano Rho sorgeranno temporaneamente sia la Milano Speed Skating Arena per il pattinaggio di velocità sia la Milano Rho Ice Hockey Arena per l’hockey su ghiaccio.

Ma il gioiello milanese sarà senza dubbio l’Arena Milano progettata da David Chipperfield Architects nel quartiere di Santa Giulia, destinata a diventare l’arena più grande d’Italia. La struttura cilindrica composta da tre anelli a diverse altezze, collegati da fasce di vetro trasparenti, potrà ospitare 16.000 spettatori e sarà inaugurata appositamente per le Olimpiadi con le gare di ice hockey e para ice hockey.

L’investimento iniziale era di 180 milioni di euro, interamente coperti da Eventim, società privata tedesca specializzata nella gestione di eventi. Come sottolinea Il Sole 24 Ore, successivamente si sono aggiunti 21 milioni di extracosti coperti da fondi pubblici tramite il Decreto Sport di agosto, più altri 30 milioni stanziati dal Decreto Antici di ottobre per finanziare le convenzioni degli eventi sportivi. Dopo i Giochi, l’arena sarà sfruttata principalmente per concerti: il 6 maggio 2026 l’inaugurazione ufficiale sarà affidata a Ligabue.

Cortina: tradizione dolomitica e innovazione

La Regina delle Dolomiti offrirà uno scenario mozzafiato per tre discipline. L’iconico Curling Olympic Stadium, costruito nel 1955 per i primi Giochi Olimpici Invernali in Italia e reso celebre dal film di James Bond «Solo per i tuoi occhi» del 1981, è stato completamente rinnovato con particolare attenzione ad accessibilità e sostenibilità. Ospiterà le gare di curling e la cerimonia di chiusura delle Paralimpiadi.

Sulla leggendaria Olympia delle Tofane, dove si raggiungono velocità di 130 km/h e pendenze superiori al 60%, si sfideranno le regine dello sci alpino femminile: Sofia Goggia, Lindsey Vonn, Mikaela Shiffrin e Federica Brignone gareggeranno su una delle piste più iconiche della Coppa del Mondo.

Il nuovo Sliding Centre, sorto sul tracciato della mitica pista intitolata a Eugenio Monti, sarà teatro delle tre discipline di scivolamento: bob, skeleton e slittino.

Val di Fiemme e Predazzo: la culla dello sci nordico

La Val di Fiemme ha ottenuto dalla Fis un’unica deroga che le consentirà di ospitare il Tour de Ski tra il 3 e il 4 gennaio 2026, poche settimane prima dei Giochi. Al Tesero Cross-Country Skiing Stadium, immerso nella valle trentina, si disputeranno le gare di sci di fondo. L’occasione olimpica ha permesso agli organizzatori di sistemare l’impianto di Lago, ridisegnando i tracciati, potenziando gli impianti di illuminazione e innevamento, rifacendo la palazzina del centro federale e le tribune che potranno accogliere fino a 9mila persone. Il costo complessivo di 18,7 milioni di euro è stato finanziato per tre quarti dalla provincia autonoma di Trento e per il resto con fondi statali.

A Predazzo, invece, sono stati completamente riedificati i trampolini dopo la demolizione dei precedenti. Lo Ski Jumping Stadium «Giuseppe Dal Ben» ha allungato la gittata fino a 109 metri per il trampolino piccolo e 143 metri per quello grande, con nuovi spalti da 4.500 posti e un ascensore inclinato per salire al dente, sostituendo la precedente seggiovia. L’investimento complessivo di 44,4 milioni di euro è stato equamente ripartito tra la provincia trentina e lo Stato italiano.

In cima al trampolino è stata approntata una saletta che i turisti potrebbero sfruttare in futuro per ricevimenti o incontri.

Anterselva: il tempio del biathlon rinnovato

Nell’ultimo angolo della Val Pusteria, Anterselva si conferma capitale del biathlon con un’arena capace di ospitare fino a 19mila spettatori per sessione. I lavori di rinnovamento, ispirati a quanto realizzato dai norvegesi sulla collina di Holmenkollen, hanno modificato profondamente il poligono di tiro e il percorso sugli sci. Il nuovo tracciato si inerpica attorno all’area di tiro con una vetrata antiproiettile che consente il passaggio degli atleti in piena sicurezza, mentre un sistema di illuminazione a led ha eliminato le zone d’ombra che in passato rappresentavano un problema per i biatleti.

Gli obiettivi raggiunti sono tre: gli atleti trascorrono più tempo dentro lo stadio per il piacere degli spettatori paganti (la tribuna principale ne accoglie 14.500), il rettilineo è più lungo e si è allargato il tratto finale della pista consentendo sorpassi sul traguardo. Per azzerare il vento laterale in fase di tiro, è stata edificata una palazzina che funge anche da postazione per i telecronisti. Nelle catacombe sotto la pista trovano spazio un nuovo deposito munizioni, un poligono per gli allenamenti e un tratto ghiacciato per testare gli sci.

L’investimento di 47 milioni di euro è stato equamente ripartito tra la provincia autonoma di Bolzano e lo Stato italiano. Quest’anno, tuttavia, Anterselva non ospiterà tappe di Coppa del Mondo poiché l’Ibu non ha concesso deroghe.

Valtellina: lo spettacolo di Bormio e Livigno

La Valtellina offrirà due sedi strategiche. A Bormio, sulla pista dello Stelvio, si disputeranno le gare di sci alpino maschile e, per la prima volta nella storia olimpica, lo sci alpinismo.

Livigno sarà invece il palcoscenico di snowboard e freestyle, con competizioni rispettivamente al Livigno Snow Park e al Livigno Aerials & Moguls Park, situato sul versante sud-ovest della vallata.

Verona chiude il cerchio

Il 22 febbraio 2026, l’Arena di Verona ospiterà per la prima volta nella storia delle Olimpiadi la cerimonia di chiusura all’interno di un monumento storico. “Beauty in Action”, questo il titolo dell’evento, presenterà una scenografia ispirata a una goccia d’acqua, elemento indispensabile per gli sport invernali e simbolo di ciclicità naturale. Lo stesso anfiteatro veronese accoglierà anche la cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici.

L’eredità di Milano Cortina 2026 promette di andare ben oltre le due settimane di competizioni, lasciando ai territori coinvolti infrastrutture sportive di livello internazionale e una rinnovata cultura dell’ospitalità sportiva. Un investimento che, nelle intenzioni degli organizzatori, dovrà instillare nuova linfa nelle comunità locali e rappresentare un punto di riferimento duraturo per atleti e cittadini.