L’India sogna le Olimpiadi: il piano per ospitare i Giochi nel 2036

La candidatura olimpica diventa leva per stimolare riforme di governance e investimenti sugli impianti: Ahmedabad costruisce una strategia di lungo periodo per rafforzare l’economia del Paese.

India Olimpiadi
ambizioni a cinque cerchi
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L’India guarda con decisione al futuro olimpico. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: entrare tra le prime dieci nazioni del medagliere olimpico entro il 2036 e tra le prime cinque entro il 2047. 

Un traguardo che passa non solo dalla crescita sportiva, ma anche dalla volontà di ospitare i Giochi, con la candidatura ufficiale per l’edizione 2036 già presentata da Ahmedabad lo scorso anno.

Il ruolo dei grandi eventi sportivi

Alla base della strategia c’è una visione di sistema, come ha spiegato a MilanoFinanza PT Usha, presidente del Comitato Olimpico Indiano: «con una popolazione di 1,4 miliardi di persone, di cui oltre 600 milioni giovani, l’India ha un potenziale sportivo immenso che vogliamo liberare attraverso un ecosistema unitario e athlete-first». 

Una visione rafforzata dalle riforme legislative: «le recenti riforme approvate dal Parlamento rafforzano la governance, semplificano i percorsi degli atleti e rendono più efficiente l’utilizzo delle risorse, mentre al centro della preparazione ci sono il supporto diretto agli atleti».

In questo contesto, l’organizzazione di grandi eventi internazionali assume un ruolo chiave. «Portare grandi eventi internazionali, con lo sguardo verso i Commonwealth Games 2030 ad Ahmedabad – di cui l’India ha appena ottenuto l’assegnazione – costituisce un passaggio fondamentale per raggiungere l’obiettivo di entrare tra le prime dieci nazioni nel 2036 e tra le prime cinque entro il 2047».

Il tema infrastrutturale

Parallelamente, il Paese ha avviato un piano infrastrutturale di ampia portata. L’India, spiega la presidente, «ha avviato investimenti senza precedenti per trasformare il proprio ecosistema sportivo, potenziando sia la governance sia le infrastrutture necessarie a ospitare grandi eventi come le Olimpiadi». 

Tra le strutture già operative figurano il Narendra Modi Stadium di Ahmedabad, con una capienza di 132 mila posti, e il nuovo Veer Savarkar Sports Complex, «un centro d’alta prestazione di 21 acri con arena acquatica olimpica, laboratori di sport-science e spazi comunitari». 

Entro il 2028, inoltre, il Sardar Vallabhbhai Patel Sports Enclave sarà completamente alimentato da fonti rinnovabili, a testimonianza dell’impegno messo in campo sul fronte della sostenibilità.

L’attenzione alla sostenibilità riguarda anche la mobilità urbana. «Ahmedabad prevede l’introduzione di circa 3mila autobus elettrici nei prossimi anni – evidenzia Usha -. Il principio guida è semplice: evitare spese esclusivamente legate all’evento e investire invece in infrastrutture utili ai cittadini ogni giorno».

La collaborazione con il CIO

Sul piano istituzionale, le riforme di governance del 2025 hanno portato a un risultato significativo: il Comitato Olimpico Internazionale ha ripristinato integralmente la partnership con l’Ioa.

La collaborazione avrà luogo attraverso i programmi di Olympic Solidarity, finalizzati a fornire supporto finanziario, tecnico e formativo allo sviluppo degli atleti e alla preparazione di tecnici e dirigenti. 

«Consideriamo il ripristino del sostegno dell’Olympic Solidarity come un segnale di fiducia e un forte acceleratore della nostra agenda athlete-first -, afferma Usha -. Abbiamo ampliato le borse di studio, l’accesso ai training camp internazionali, il supporto di sport science e medicina, e rinnovato la Commissione Atleti con programmi su doppia carriera, welfare, Safe Sport e una formazione antidoping più approfondita».

La dimensione economica

Accanto alla dimensione sportiva, il ritorno economico rappresenta un fattore centrale. Dall’aumento dei flussi turistici alla capacità di attrarre investimenti, l’immagine dell’India «come centro di innovazione, cultura e sviluppo sostenibile» ne uscirebbe rafforzata, sostiene la presidente dell’Ioa. 

A supporto della tesi, alcuni numeri: «L’economia dello sport indiana vale già circa 52 miliardi di dollari nel 2025 (0,9% del pil) e cresce del 10-12% l’anno, con una proiezione fino a 10,5 milioni di posti di lavoro entro il 2030, crescita che i Giochi accelererebbero ulteriormente».

Ma l’eredità più rilevante, conclude Usha, va oltre i numeri: «l’evento ispirerebbe un’intera generazione di giovani, unirebbe il Paese attorno a una missione comune e lascerebbe un’eredità duratura di impianti accessibili e di un ecosistema sportivo più autosufficiente, con benefici profondi sia per l’India sia per il Movimento Olimpico».