Con la cerimonia d’apertura dei Giochi di Milano Cortina 2026 fissata per il 6 febbraio, mancano ormai meno di due mesi all’appuntamento olimpico in casa. Il bilancio di questo avvio di stagione per gli azzurri degli sport invernali appare decisamente positivo, con alcune discipline che hanno già dimostrato un livello di eccellenza e altre in rapida crescita.
Sci: segnali attesi nell’alpino, precisione biathlon
La Coppa del Mondo di sci alpino è iniziata da quasi due mesi, e sono già arrivati segnali altalenanti. Dopo un avvio in sordina nei giganti, Sofia Goggia ritrova le prove veloci. Sulla Corviglia di St. Moritz, l’olimpionica ha realizzato il terzo tempo nella prima prova cronometrata, staccata di 71 centesimi da una Lindsey Vonn in grande forma.
Quella svizzera rappresenta una pista amica per la bergamasca, che sulle nevi dell’Engadina ha conquistato tre vittorie, tre secondi e un terzo posto tra discesa e superG. Nelle ultime quattro stagioni è sempre salita almeno una volta sul podio in questa località.
Tra gli uomini, il secondo posto di Alex Vinatzer nel gigante di Beaver Creek ha confermato le enormi potenzialità del gardenese, segnando il miglior risultato della sua carriera. Anche Dominik Paris ha lanciato segnali incoraggianti, chiudendo quarto in superG e sesto in discesa in Colorado, a pochi centesimi dal podio in entrambe le occasioni. L’altoatesino punta all’appuntamento olimpico sulla “sua” Stelvio, dove in Coppa ha già vinto sette volte.
Nel biathlon, invece, la prima tappa di Coppa del Mondo a Oestersund ha subito regalato soddisfazioni: vittoria di Dorothea Wierer nella 15 km e due secondi posti con le staffette mista e femminile. L’altoatesina, galvanizzata dalla prospettiva di chiudere la carriera sulla pista di casa ad Anterselva, ha confermato le sue doti di stratega e combattente. Anche Lisa Vittozzi sta ritrovando la brillantezza dei tempi migliori, mentre tra gli uomini Giacomel viaggia costantemente vicino al podio in ogni specialità.
Snowboard: il dominio azzurro continua
Lo snowboard si conferma una disciplina di punta del movimento invernale italiano.
Nella prima tappa di Coppa del Mondo in Cina, il gigante parallelo ha visto trionfare prima Maurizio Bormolini e poi Mirko Felicetti, con March e lo stesso Bormolini terzi nelle rispettive gare. Al femminile, Lucia Dalmasso si è imposta battendo in finale la compagna Elisa Caffont.
I tecnici definiscono questa squadra «la più forte di sempre dello snowboard azzurro», alimentando sogni di gloria per i Giochi casalinghi.
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Short track e pista lunga: il tricolore sfreccia sul ghiaccio
Le discipline su ghiaccio rappresentano al momento il fiore all’occhiello del movimento italiano.
Nello short track, Pietro Sighel ha dominato la scena a Montreal imponendosi nei 1000 metri, distanza in cui ha già conquistato la classifica di specialità, oltre a chiudere secondo nella generale. Il trentino ha collezionato cinque podi individuali e quattro con la staffetta in quattro tappe.
Il pattinaggio di velocità ha regalato ulteriori motivi di soddisfazione: Andrea Giovannini ha vinto a Calgary nella Mass Start, specialità di cui è campione del mondo in carica, mentre Davide Ghiotto è tornato sul podio a Heerenveen con un secondo posto nei 10.000 metri.
Nel pattinaggio di figura, Sara Conti e Niccolò Macii hanno trionfato nella tappa del Grand Prix di Nagano nelle coppie di artistico, per poi chiudere secondi nella finale di Nagoya.
Skeleton: Bagnis e l’ambizione della medaglia
Una delle storie più affascinanti di questo avvicinamento olimpico è quella di Amedeo Bagnis, 26 anni, che ha scritto la storia dello skeleton azzurro diventando il primo italiano a vincere una medaglia iridata individuale e una tappa di Coppa del Mondo. «Sono soddisfatto del debutto in Coppa del Mondo, – ha dichiarato ad Avvenire l’atleta piemontese, – ero reduce da un infortunio che mi ha tenuto fermo per quattro mesi».
Bagnis ha scoperto lo skeleton nel 2018, a 19 anni, passando dall’atletica leggera. L’argento mondiale conquistato a Sankt Moritz nel 2023 ha rappresentato la svolta della sua carriera.
La pista di Cortina, inaugurata proprio da Bagnis e dal compagno Mattia Gaspari, presenta caratteristiche uniche. «È un tracciato di nuova generazione, assomiglia per caratteristiche a quella delle Olimpiadi del 2022 in Cina, – ha spiegato l’azzurro. – La nostra squadra ha un numero di discese nettamente superiore agli altri su questo tracciato, stiamo imparando a conoscere ogni millimetro e alle Olimpiadi potrebbe essere un vantaggio».
Sul suo obiettivo, Bagnis non ha dubbi: «Il mio obiettivo è una medaglia olimpica, perché credo di avere le potenzialità».
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Le attese e i rientri
Il movimento azzurro attende ora alcuni appuntamenti chiave: Federico Pellegrino ritroverà la sprint a tecnica libera a Davos, verificando il gap dallo squadrone norvegese nello sci di fondo, mentre il bob a quattro di Baumgartner cercherà conferme dopo il terzo posto a Igls. Si aspetta inoltre il rientro della campionessa iridata di big air Flora Tabanelli, regina del freestyle, che prosegue la riabilitazione dopo l’infortunio del 7 novembre con l’obiettivo di vivere la sua prima Olimpiade in carriera.
In attesa di valutare le possibilità di recupero di Federica Brignone, che continua a lavorare sulla neve, il quadro complessivo appare incoraggiante. Come sottolinea La Gazzetta dello Sport, «lo stato di salute delle nostre discipline invernali è decisamente buono e in qualche caso addirittura tendente all’eccellenza».
La speranza è che chi è già in forma la mantenga e chi si trova in ritardo colmi rapidamente le distanze, per regalare all’Italia un’Olimpiade casalinga da ricordare.